Verde Smeraldo

di Milka

Potete contattarmi a milka.17@yahoo.com

Una leggera brezza mi sfiora la pelle, svegliandomi. Mi stiracchio
allungando braccia e gambe, apro gli occhi e… un momento. Ma dove
diavolo sono?

Sposto velocemente lo sguardo da un lato all’altro della stanza, ma non
sono in grado di individuare nulla di vagamente familiare. La luce del
sole filtra dalle tende bianche che coprono delle enormi vetrate lungo
tutta la parete della stanza. Sbatto più volte le palpebre per abituarmi
alla luce e in lontananza riesco a intravedere la spiaggia e il mare.

Poi all’improvviso mi blocco. Sono sdraiata su un letto matrimoniale,
con la testa che sprofonda sul cuscino. Sono completamente nuda e il mio
corpo è coperto solo da un lenzuolo bianco. Giro la testa di scatto e
noto con sgomento che, sul lato opposto del letto, giace dormiente una
figura femminile.

D’impulso scatto a sedere, ma mio malgrado sono costretta a ricadere sul
letto perché una fortissima fitta alla testa mi coglie alla sprovvista,
seguita da un senso di nausea. Riconosco subito questa sensazione…
dopo sbronza!

Per l’amor del cielo Gio, cosa hai combinato ieri sera?!
Mi metto una mano sulla fronte per far placare il mal di testa e comincio a far lavorare gli ingranaggi…

“Allora.. ieri sera sono andata con le ragazze al locale vicino
all’hotel perché c’era quel famoso DJ. Siamo in un’isoletta della
Grecia, di cui mi sfugge il nome, per festeggiare la maturità. Arrivate
al locale ci siamo sedute a un tavolo e abbiamo ordinato dei cocktail.
Dei ragazzi ci hanno preso di mira e ci hanno offerto altra roba da
bere. Siamo andate in pista a ballare… e altri ragazzi ci hanno
offerto da bere. Un ragazzo tedesco ha preso di mira me e mi ha offerto
da bere…
Ok, ok… direi che con questo si spiega la sbornia… ma perché sono
nuda sul letto di una completa sconosciuta? Donna per giunta??”

La mia testa è completamente vuota. Non riesco a trovare alcun indizio
che possa spiegare la situazione in cui mi trovo ora. Mi giro per
guardare meglio la ragazza che è al mio fianco. È senza dubbio più
vecchia di me di qualche anno. Ha la pelle chiarissima, capelli molto
corti e scuri, e… le labbra più belle che io abbia mai visto. Anche
lei è nuda e il lenzuolo le lascia il seno completamente scoperto. I
capezzoli color rosa chiaro sono turgidi e il mio sguardo indugia su di
essi per troppo a lungo. I pensieri si fanno torbidi così decido che è
meglio se torno ad esaminarle il volto, sperando che magari possa
tornarmi in mente qualcosa.

Non appena alzo lo sguardo trovo due occhi verde smeraldo piantati sui miei.

Istintivamente scatto indietro e mi scappa un urletto strozzato per la
sorpresa. Lei, come se niente fosse, si stiracchia con tutta
tranquillità, si stende su un fianco e si sostiene la testa con una
mano. Il suo sguardo è indagatore e mentre mi esamina, mi sento più nuda
di quanto non sia. Sono pietrificata. Infine i suoi occhi si fissano
sul mio seno che, a causa dello scatto di prima, è rimasto completamente
esposto. Finalmente me ne rendo conto anche io, afferro il lenzuolo e
lo tiro fin sopra al naso, sentendo le orecchie e le guance andare a
fuoco.

Lei getta indietro la testa e scoppia in una risata fragorosa. È una
risata contagiosa, non di scherno, bensì di puro divertimento, ma in
questo momento l’ultima cosa che ho voglia di fare è ridere. Ammetto
però che questa scenetta, per lo meno, ha sciolto un po’ di tensione.

“Questa notte non mi eri sembrata così timida. E tanto meno così pudica…”.

Finalmente sento la sua voce. Parla in inglese, e dall’accento penso sia
australiana. Quanto ha detto conferma che stanotte non abbiamo
semplicemente fatto un pigiama-party dimenticandoci i pigiama…
Apro la bocca per rovesciarle addosso tutti gli interrogativi che mi frullano per la mente, ma lei mi precede.

“Fammi indovinare.. ora vorrai sapere chi sono io, dove siamo, come ci
siamo incontrate, cosa è successo stanotte, e bla bla bla… spero
quanto meno che ricordi il tuo nome.”.

“Ehm..”. Le uniche lettere che riesco a pronunciare… la mia testa è un
turbine di pensieri e non sono nemmeno in grado di comporre una frase
di senso compiuto. Devo sembrare davvero patetica.

“Giorgia! Ti chiami Giorgia.” Un’altra rista. Questa volta però sorrido
anche io. Da un lato perché il suo modo di ridere è davvero esilarante e
dall’altro perché sapere che sa il mio nome un po’ mi solleva.

“Allora da cosa vuoi cominciare?”.
“Se mi ripetessi il tuo di nome sarebbe di grande aiuto.”.
“Io sono Ruby. Strano che non lo ricordi, visto tutte le volte che lo hai ripetuto stanotte…”.

Ammetto che ci metto un po’ a capire l’allusione, ma non appena il mio
cervello processa l’informazione ritorno ad essere del color peperone di
poco fa e, inutile a dirsi, Ruby scoppia in un’altra delle sue
fragorose risate.

Fortunatamente però capisce il mio disagio e decide di allentare la
tensione cominciando a spiegarmi da dove viene, perché è in Grecia, cosa
ci faceva nel locale ieri notte… tutte cose che a quanto pare mi ha
già raccontato ieri. Ma io molto presto perdo completamente la
concentrazione.
Vorrei dire che è colpa del dopo sbornia, ma la verità è che le sue
labbra mi distraggono. Sono la perfezione. Sembrano essere state
disegnate da quanto sono belle. Così carnose da farmi desiderare di
mordicchiarle per ore. Sono talmente ipnotizzata da queste che non mi
rendo neanche conto che Ruby ha smesso di parlare e mi sta guardando con
un sopracciglio alzato e aria interrogativa.
Divento solo ora consapevole di quello che la mia mente stesse
immaginando, e questa consapevolezza è una vera e propria frustata.
Perché sto avendo questi pensieri su una donna? Io sono etero, cazzo!
Ruby però è attenta e vedo il suo sguardo cambiare, come se fosse
riuscita a leggere i miei pensieri. Sul suo volto compare un ghigno e…
succede tutto in fretta.

Improvvisamente me la ritrovo a cavalcioni sopra di me e, con le mani
sulle spalle, mi tiene ferma, sdraiata sul materasso. Sono talmente
colta alla sprovvista da questo suo cambiamento di atteggiamento che non
provo nemmeno a ribellarmi, non ne ho il tempo. E forse neanche la
voglia…

Naturalmente il lenzuolo è andato a farsi benedire e ora, oltre alle sue
labbra, ci sono molte altre distrazioni. Sono completamente imbambolata
e non posso fare altro che fissarla, mentre lei si china per
sussurrarmi qualcosa all’orecchio.

“Scommetto che la prossima domanda è: cosa abbiamo fatto questa notte?”.

Il suo alito, mentre pronuncia queste parole, mi solletica l’orecchio,
procurandomi dei brividi lungo la schiena. È talmente vicina che i
nostri nasi si sfiorano. Io sono ipnotizzata, non riesco a dire neanche
mezza parola. I miei occhi sono persi nel verde dei suoi e non trovo nè
la voglia nè la forza di distogliere lo sguardo. Si avvicina ancora di
più. Mi sfiora il lobo dell’orecchio con la lingua e continua:

“Forse, invece di spiegarlo, sarebbe più semplice se te lo mostrassi.”.

Sento i suoi denti afferrarmi il lobo per tirarlo delicatamente verso di
sé ed è come se per tutto questo tempo fossi rimasta in apnea, perché
rilascio un sospiro lunghissimo. Si riporta di nuovo di fronte a me. La
vedo avvicinarsi pericolosamente, chiudo gli occhi aspettando
l’inevitabile e rimango in attesa, completamente impotente.
Passano diversi secondi ma non succede nulla. La tensione mi sta
logorando e mi rendo conto di desiderarla con tutta me stessa, ma i
secondi continuano a passare e lei non fa la sua mossa. Così apro gli
occhi. Rimango nuovamente abbaglia dai suoi occhi verdi, vicinissimi ai
miei. La nostre labbra sono a pochi millimetri le une dalle altre ma
ancora troppo distanti per toccarsi, troppo distanti per soddisfare
questo bisogno impellente che sento dentro di me.

E allora capisco. Vuole una conferma. Vuole che le dia il “via libera”. Vuole che faccia io la prossima mossa.
L’oggetto del mio desiderio è qui di fronte a me. Basta allungare la
mano per prenderlo e questo sarà mio. Perché dovrei farmelo sfuggire?

Con una mano le afferro la nuca e la avvicino verso di me. Finalmente
sento le sue labbra aderire alle mie e questo è sufficiente per farle
riprendere il controllo. Mi bacia con una lentezza e delicatezza
disarmati. Le sue labbra sono più morbide di una nuvola e mi abbandono
completamente ad esse, cominciando a succhiarle e a morderle come se
fossero una caramella gommosa. Quando sento la sua lingua farsi strada
nella mia bocca il bacio si trasforma e la passione prende il
sopravvento. Passiamo minuti, forse ore ad assaggiarci, sarebbe meglio
dire divorarci, in un bacio che sembra eterno e che spero non debba
finire mai.

Poi però lei si stacca, andando a stuzzicarmi il collo. Passa la lingua
dal basso verso l’alto, salendo verso l’orecchio. Comincia a succhiare e
mordere il lobo, al che mi lascio sfuggire un gemito. La sento
scendere, lasciandomi una scia di baci. Mi bacia la clavicola, tra i
seni, la pancia, l’ombelico, il pube… io d’istinto allargo le gambe,
quasi per invitarla, ma lei mi ignora spudoratamente, continuando la sua
discesa, arrivando fino alle dita dei piedi. Da lì comincia a risalire.
Il mio invito è ora più che esplicito visto quanto ho allargato le
gambe, ma anche stavolta rifiuta elegantemente, piazzandomi un bacio
proprio sull’inguine e facendomi gemere di frustrazione. La risalita
continua arrivando nuovamente al seno. I miei capezzoli svettano verso
l’alto, quasi fossero alla ricerca di un qualsiasi contatto, ma Ruby non
vuole darmi sollievo, anzi mi tiene in bilico su un filo continuando a
stuzzicarmi, e senza mai da
rmi ciò di cui ho bisogno. Ha cominciato a soffiarmi sui capezzoli
facendo ben attenzione a non toccarli mai direttamente. Io sto
impazzendo. Mi dimeno per cercare un sollievo che non arriva in alcun
modo, fino a quando non riesco più a resistere.

“Ti prego…” riesco a pronunciare tra un sospiro e l’altro. Ho gli
occhi chiusi, ma posso immaginare il ghigno di trionfo che sarà comparso
sul suo volto.

Finalmente sento le sue labbra afferrare un mio capezzolo e succhiarlo,
mentre con una mano afferra l’altro seno. Mi abbandono al piacere
rilasciando tutta la tensione accumulata. Va avanti per un po’ a
stuzzicarmi i capezzoli, per poi dirigersi verso il centro del mio
piacere. Le mie gambe sono vergognosamente spalancate e voglio solo che
lei palchi questo fuoco che sento dentro di me. O forse che lo
alimenti…

Sento il suo alito sul mio sesso, e questo è sufficiente a farmi provare
intensi brividi di piacere. Con un’unica lappata percorre tutto lo
spacco, portandomi in paradiso. Mi lascio sfuggire un flebile “Si…”
che testimonia il fatto che finalmente ho ottenuto ciò di cui non potevo
più fare a meno. La sua attenzione si rivolge al clitoride che sento
pulsare come mai mi era successo prima. Ci gioca, lo lecca, lo morde,
per poi afferrarlo tra le labbra succhiandolo forte. Sono completamente
fuori controllo.

Sto per venire.. ma lei decide che è troppo presto. Così scende e
comincia a succhiarmi le labbra, per poi infilarmi dentro la lingua e
leccare tutto quello che incontra. Frustate di piacere mi pervadono e il
mio corpo è completamente percorso da brividi.

“Ti prego… sto per impazzire…”.

Probabilmente le mie parole sono state assolutamente incomprensibili
anche perché, in preda al piacere come sono, non so neanche più se sto
parlando italiano o inglese. Penso però che i miei gemiti siano
inequivocabili, così finalmente si decide a darmi il colpo di grazia. Le
sue labbra si impossessano del clitoride e contemporaneamente mi infila
due dita dentro, cominciando a fottermi ad un ritmo folle. L’orgasmo
arriva come un’onda che invade tutto. Con le mani le afferro i capelli e
le spingo la testa contro il mio sesso. La mia schiena si inarca, la
testa si capovolge all’indietro e mi mordo le labbra per bloccare un
urlo che avrebbero potuto sentire anche dalla spiaggia di fronte. Tutto
viene avvolto da una luce bianca e mi abbandono all’orgasmo più intenso
che abbia mai provato.

Solo quando il tremore è cessato riapro gli occhi. Ruby è ancora tra le
mie gambe, appoggiata sulla mia pancia a braccia conserte. I suoi occhi
verdi sono fissi sui miei e si sta passando la lingua sulle labbra, per
continuare a gustarsi il mio dolce nettare. Sembra una gatta. Una gatta
molto sexy…
Infatti si alza e a gattoni viene verso di me per darmi un altro lungo
bacio. Mmm, quanto vorrei saper fare le fusa… La sua bocca sa di me e
la dolcezza con cui mi bacia mi fa sciogliere.

Tenendo le labbra appoggiate alle mie e guardandomi dritto negli occhi con il suo sguardo felino, mi sussurra:
“Questa è solo una parte di quanto è successo stanotte… se vuoi
conoscere il resto forse ti conviene riprendere fiato, perché adesso
tocca a te.”.

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