di Carol89

Riprendiamo la nostra esplorazione del fenomeno Chaturbate, iniziata qualche giorno fa. Oggi approfondiamo due aspetti: l’interazione con il/la performer (ovvero, come far godere a distanza con i click di un mouse) e il guadagno. Che poi sono le due colonne portanti del successo di questo portale.

Piccola nota a margine prima di partire: grazie a tutti coloro che mi hanno scritto, sia chi non ne sapeva nulla e si è incuriosito, sia chi era già un assiduo frequentatore e mi ha dato consigli e informazioni! Alla fine del post ci sono due righe tecniche per questi ultimi 😉

L’interazione con la performer, innanzitutto (d’ora in avanti userò performer al femminile per semplicità, ma può trattarsi ovviamente di uomini, coppie, trans…).

L’intuizione vincente e fondamentale di Chaturbate sono i tokens. Come dicevamo, si tratta di una moneta virtuale da acquistare e poi spendere (proprio come ad un casinò) in “donazioni” alle performer: basta un click del mouse sul bottoncino “Tip” (”Mancia”), sempre presente, e si dona. E si spende. E si ottiene.

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Che cosa si ottiene? Tradizionalmente, la mancia era un modo per far spogliare la performer e, un passo alla volta, al raggiungimento di specifiche soglie di donazione, portarla ad eseguire esibizioni sempre più esplicite. Poi, nel corso degli anni (ricordiamo che Chaturbate esiste dal 2011), sono stati sperimentati vari giochi e possibilità tecniche: lotterie a premi, spettacoli privati individuali o di gruppo, piccoli sceneggiati che proseguono solo grazie alle donazioni (cose del tipo “Hey, ho l’idraulico in casa! Più donate e più lo seduco…”). Se esplorate un po’ di canali troverete cose molto fantasiose 🙂

Ma l’idea che ha cambiato tutto, il vero game changer, è stata introdotta nel 2015 e si chiama OhMiBod oppure Lovense. Si tratta di gingilli tecnologici semplici e geniali: un vibratore che, opportunamente programmato, vibra tanto più forte e più a lungo, quanto più sostanziose sono le donazioni ricevute. Ogni donazione produce un suono, e ogni suono fa vibrare il gingillo nella vagina della performer (o altrove…), immediatamente.

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Ecco un esempio di tabella di conversione postata da una performer, l’ho fotografata io stessa

(p.s. questi gingilli costano un centinaio di euro, grossomodo. E sì, potete usarli anche a casa con il vostro partner…)

Capite le implicazioni? Io spettatore, a distanza, con un click del mouse (e pagando, lo sottolineo sempre) posso far provare piacere a te, performer. E più pago, più posso vederti godere: travolta, squassata dal godimento, per mano mia.

Una sensazione di controllo e un “contatto diretto a distanza” che sta facendo la fortuna di performer e portale. E fermatevi un momento a pensare al futuro: immaginate strumenti di questo tipo sempre più efficaci, immersivi… e pensate di monetizzare tutto questo. Beh, vi dico che io se avessi soldi da spendere li investirei in un portale come Chaturbate: a mio modesto parere, il fenomeno è appena all’inizio.

Parliamo di soldi, allora

Non eludiamo l’argomento che, alla fin fine, è alla base delle attività di Chaturbate e delle sue performers, almeno quelle più di successo e “professionali”.

La volta scorsa vi ho detto che – a quanto riferiscono le stesse performer, dalle diverse interviste (in inglese) che si trovano online – i guadagni possono arrivare a molte migliaia di euro al mese. Se volete farvi un’idea di quanto professionale può diventare il mestiere di camgirl, guardate il sito di questa performer: https://www.bonniebruise.com/home

Noterete, fra l’altro, che i suoi show li fa unicamente su Chaturbate.

Ma come vengono distribuiti i guadagni fatti sul portale? E come si incassa?

I termini dell’accordo con Chaturbate sono chiari: fifty-fifty. Per ogni euro donato da uno spettatore, 50 centesimi vanno al portale.

Il 50% che spetta alla performer viene poi versato mensilmente, a quanto pare con grande puntualità, su un conto indicato dalla performer stessa: molte usano strumenti come Payoneer, ossia conti correnti virtuali, formalmente all’estero. In questo modo gli incassi non sono tassati, per il fisco del proprio paese di appartenenza non esistono: il titolare del conto può prelevare dai bancomat tramite circuito internazionale e avere il contante in mano quando vuole, oppure spendere direttamente online la sua moneta virtuale.

Insomma, il portale si tiene una bella fetta, ma ciononostante le opportunità di guadagno sono alte, soprattutto se considerate che: sono soldi non tassati; si lavora da casa, con gli orari che si desiderano; non si rischia la salute.

A questo punto viene da chiedersi: posso farlo anch’io? Lo farei?? Credo sia una domanda legittima. Sinceramente, me la sono posta io stessa più di una volta. Ci sono un po’ di considerazioni da fare… ma intanto vi lascio con l’interrogativo!

Nella prossima puntata rifletteremo insieme sui confini, i limiti, i pericoli e i dubbi legati alla scelta se diventare una performer di webcam erotiche… 🙂

Nota tecnica prima di chiudere: alcuni lettori fra i più esperti di questi portali mi hanno chiesto come mai proprio Chaturbate e non altri. In effetti l’offerta è ampia: Cam4, LiveJasmin, EuroLive… sì, se ne potrebbero citare molti.

Lo scopo di questi appunti però è orientare e incuriosire chi non ha mai incontrato prima il fenomeno delle webcam erotiche. Per non fare confusione ho scelto di concentrarmi su quello che, per funzionamento, qualità degli show e giro d’affari, è senz’altro il portale di maggior successo. Se avete altri consigli sono benvenuti: magari faremo un’ultima puntata in cui presentiamo brevemente le alternative!

Carol