Lo yacht-4

Di Suve

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Notte sulla spiaggia 1/2

Alessandro è appena partito col barchino per tornare alla Sophie avvertendo che ci metterà non molto. Il fuoribordo è a pochi metri dalla riva quando Sibylle si alza, afferra un asciugamano e dichiara di dover fare pipì. Afferrata una torcia elettrica si volge verso Natasha chiedendole di farle compagnia. La ragazza esita un solo istante e, presa la mano che lei le tende, la segue verso l’interno.

Sulla spiaggia, restata sola con Jacques e Carlos, Arianna immagina già il perché di quella messa in scena. Vorrebbe alzarsi e seguirle, spiarle, però non sa cosa fare con i due uomini rimasti. E’ Carlos a venirle incontro: schietto come pochi e facendosi forza sull’intimità creatasi tra lui ed Arianna, le parla:

– Vorresti andare a vedere cosa combinano, vero? –

Arianna arrossisce lanciando un’occhiata a Jacques che la osserva divertito, preoccupata che possa capire. Carlos lo nota e prosegue:

– Non preoccuparti per Jacques, lui sa tante cose ma le tiene per se. –

Apprensiva, Arianna torna a fissare Carlos facendogli cenno di essere impazzito.

– Arianna, Carlos è un vecchio amico ma anche se non me lo avesse detto l’avrei capito da solo. Sono poche le cose che capitano sulle mie barche senza che io le sappia anche prima che accadano. Stai tranquilla, non sono affari miei visto che sei più che maggiorenne. –

Jacques abbandona ogni finzione parlando schiettamente a sua volta.

– Non c’è voluto molto per capire cosa succedeva di notte a bordo, come pure non ci vuole molto a capire cosa sta accadendo tra quelle due, si vede lontano un miglio che sono attratte l’una dall’altra e che tu sei curiosa. Per questo ti faccio la stessa domanda di Carlos:
Vuoi andare a vederle? –

Arianna, sorpresa da tanta franchezza, annuisce involontariamente. D’altronde quello è Jacques, che considera quasi uno zio, e l’altro… con l’altro ha fatto sesso, sesso stupendo, non molte ore prima.

– Andiamo allora –

Jacques si alza, imitato da Carlos e, fatti pochi passi, anche da Arianna. Tutti e tre, cercando di non far rumore, si addentrano nella macchia nella direzione in cui hanno visto sparire le due donne. A distanza, il chiarore della torcia li guida verso un punto ben preciso e, nascosti tra gli alberi, le vedono abbracciarsi e baciarsi, carezzarsi intimamente, spogliarsi a vicenda prima di stendersi capovolte l’una sopra l’altra. In silenzio, a pochi metri di distanza, osservano tutta la scena, compreso l’arrivo di Alessandro che nemmeno li nota, né potrebbe nascosti come sono, concentrato sulle due donne distese.

Quando Sibylle le ha chiesto di accompagnarla, il cuore di Natasha ha avuto un sussulto. Si è alzata ed ha preso la sua mano, seguendola, accorgendosi che era quello che voleva e temeva allo stesso tempo. Un impeto di gioia l’ha assalita mentre percorreva quei pochi metri, tremendamente cosciente del tocco della mano di lei sulla sua. Si è fermata quando si è fermata l’altra, l’ha vista stendere l’asciugamano ed ha atteso non sa bene cosa, o forse sì, la carezza che Sibylle le ha fatto su una guancia facendo poi scivolare la mano sul seno coperto dal costume, ottenendo l’immediato rizzarsi dei capezzoli al pur lieve tocco.

Si sono baciate lì, in piedi, con Natasha che non sapeva bene cosa fare, quasi fosse il suo primo bacio, fino al momento in cui la lingua calda di Sibylle le ha aperto le labbra e le ha cercato la lingua. Allora Natasha si è lasciata andare, ricambiando il bacio, stringendosi alla donna, scorrendole le mani sul corpo alla ricerca di un contatto febbrile. Si è lasciata guidare in questa esperienza nuova per lei sentendosi eccitata, carezzando l’altra dove lei la carezzava, togliendole il copricostume e sciogliendole il top quando l’altra ha fatto lo stesso con lei, spogliandosi a vicenda fino a restare entrambe nude ed avvinghiate, seguendo il corpo della donna più matura nello scivolare sopra l’asciugamano steso.
Ha esitato un istante solo, quando davanti al volto, alla bocca, ha trovato il suo ventre. Incerta, il peso dell’altra su di se, ha inspirato sentendone l’odore intimo, avvertendone l’eccitazione, e quando ha sentito il tocco della lingua di Sibylle lì dove è più sensibile si è lasciata andare tirando fuori la lingua, imitando ogni mossa, ogni tocco, stupendosi di trovare quei gesti, quel sapore, meravigliosamente inebrianti.

Per Sibylle è stato facile sedurre la ragazza, se di seduzione si può parlare visto che anche lei si è sentita attratta da subito. Magari senza sentirsi così coinvolta, almeno all’inizio, per poi scoprire in se la voglia di stringere quel giovane corpo così impacciato in sua presenza.

Approfittando della momentanea assenza di Alessandro ha preso una decisione repentina e si è inoltrata con Natasha nella boscaglia. Ha camminato decisa fino a portarsi lontano dagli sguardi degli altri e solo allora ha ceduto alla voglia tremenda che aveva di carezzare quella pelle di seta, scivolando sul seno sodo in una carezza fugace, provando la soddisfazione si sentirla fremere sotto il suo tocco.

Quando l’ha baciata ha gioito nel sentirla rispondere con entusiasmo. Si è abbeverata a quella fonte per un lungo minuto e poi la voglia di sentirsi nuda si è fatta irresistibile. Partecipe come non pensava di poter essere, si è distesa sopra la ragazza e ha affondato il volto tra le sue cosce. Una cosa che già aveva fatto altre volte ma mai con quell’attesa, quell’aspettativa, quel timore che l’altra non volesse. Appena ha sentito il tocco della linguina di Natasha sul clitoride ha dimenticato ogni cosa se non quel fiore che le si spalancava davanti, il corpo caldo sotto il suo, felice di leccare ed essere leccata.

Un rumore improvviso l’ha riportata alla realtà. Ha alzato la testa ed ha visto la figura di Alessandro poco distante. Il primo impulso è stato quello di scattare in piedi vergognosa, come una scolaretta colta in fallo, frenando l’eccitazione che la pervadeva. Solo il primo impulso, il secondo è stato più torbido, più intrigante. Le sue labbra si sono aperte in un sorriso, anche se era certa che al buio lui non potesse vederla, davanti agli occhi le si è parata una scena che è stata benzina per il fuoco della sua eccitazione.
Gli ha fatto cenno di avvicinarsi e quando lui, senza fretta, è arrivato a mezzo passo da loro due, lo ha tirato in ginocchio, una mano carezzevole sul ventre della ragazza che non si era accorta di niente, l’altra rapida e decisa ad aprire i pantaloncini, a tirar fuori un membro già sulla via della piena erezione. Ha carezzato entrambi i corpi insieme, mugolando di tanto in tanto ad un tocco più preciso della lingua di Natasha. Indi si è alzata rimanendo in ginocchio di fianco al corpo disteso della ragazza che è sobbalzata nell’accorgersi della presenza dell’uomo. Sibylle è stata pronta a fermarla mentre cercava di tirarsi su, abbracciandola e parlandole dolcemente all’orecchio.

– Aspetta, non aver paura, è solo Alessandro. –

Le proteste di Natasha si sono perse nella bocca della donna, ogni istinto di ribellione è scomparso davanti alla mano di lei che è tornata a carezzarla intimamente. Con una mossa veloce Sibylle si è stesa a terra tirandosi addosso Natasha, senza smettere di baciarla, di carezzarla, sentendola rilassarsi e risponderle, Alessandro fermo a pochi centimetri, in ginocchio, l’uccello teso dolorosamente fuori dai pantaloncini.

Tutto questo Jacques, Arianna e Carlos non l’hanno visto. Non appena è arrivato Alessandro sono sgattaiolati via senza farsi sentire, tornando al campo, aspettandosi una scenata a cui non volevano assistere. Hanno ravvivato il fuoco ed atteso inutilmente di udire delle voci alte ed irate. E’ stata Arianna a rompere il silenzio:

– Vuoi vedere che…. –

Il pensiero che le è passato per la mente è stato sufficiente a farla arrossire. Tace, timorosa di svelarlo apertamente. Guarda i due uomini che si scambiano un sogghigno. Carlos è seduto a pochi centimetri da lei e, se non fosse per la presenza di Jacques, Arianna gli si sarebbe già accostata per cercare in lui il calore di un corpo, la soddisfazione che sa la sua amica sta ricevendo poco distante. Non si muove quando Jacques le si siede vicino, dall’altro lato, si limita a fissare il fuoco senza osare guardare nessuno dei due. Il tocco delle loro mani, simultaneo, sulle spalle, viene accolto con un sospiro di piacere ma subito un timore la assale:

– Cosa volete farmi? –

Chiede con voce fioca, lo sguardo ancora fisso davanti a se. Le risponde Jacques poggiandole un bacio sulla pelle liscia del collo.

– Nulla che non voglia anche tu piccolina, nulla se tu non lo vuoi –

Il calore del fuoco scema di fronte al calore da cui si sente pervadere Arianna a quelle parole. Dall’altro lato Carlos le sta carezzando il braccio, la gamba, piccoli brividi le percorrono la pelle. Quando Jacques le gira delicatamente la testa chiude gli occhi e consegna la bocca arresa. Sono labbra morbide e decise quelle che sente sulle sue, e prepotente la lingua a cui intreccia la sua. Dall’altro lato Carlos la carezza ancora, le stringe il seno stuzzicandole il capezzolo da sopra il costume.
Quando sente la sua mano scorrerle sulla coscia verso il ventre, lei allarga le gambe per agevolarla continuando a baciare Jacques. Le gira la testa, il sentirsi oggetto delle attenzioni di quei due uomini maturi la esalta. Uno la conosce già, l’altro è quasi uno zio per il quale non ha mai provato attrazione sessuale eppure… eppure in questo frangente vuole che lui continui a baciarla, che anche lui la carezzi. Con la mano cinge la testa dell’uomo, la tira a se chiudendo gli occhi e baciandolo ancora. Le dita insinuate sotto la stoffa le hanno raggiunto la vagina, le carezzano le labbra esterne, passano lievi sul clitoride facendola mugolare.

– Spostiamoci –

La voce di Carlos rompe l’incanto ma è solo per pochi istanti, quelli necessari a comprendere che non è il caso di restare lì nell’eventualità che gli altri tornino e per spostarsi nella boscaglia, cercando e trovando un’altra piccolissima radura sulla cui erba fresca si adagiano.

I pochi metri li hanno percorsi abbracciati strettamente tutti e tre, Arianna al centro, ricevendo baci ora da uno ora dall’altro, sentendo le loro mani sui fianchi, sui seni. Ansiosa di arrivare e ricominciare.
Stesa sul manto erboso Arianna non è mai sazia dei loro baci che riceve su labbra, guance, spalle, collo. Uno dei due si spinge più in basso continuando a baciarle la pelle lungo il percorso. Due forti mani la alzano per farle scivolare via lo slip e poi le spalancano le gambe. C’è poca luce ma Arianna si sente aperta, esposta, e desiderosa di farsi guardare. E’ Jacques che le si china sul ventre leccandole l’interno della coscia, salendo verso il centro del piacere dove poggia le labbra in una carezza sempre più intensa. Geme ancora Arianna, allungando la mano verso l’inguine di Carlos, felice di trovare il suo membro già libero, pronto a ricevere le carezze della sua mano prima e della sua bocca poi.

Una strana catena li unisce, in cui Jacques è il solo a dare senza ricevere. E’ contento lo stesso “mangiando” quella vagina che tante volte ha avuto sotto gli occhi, coperta dal costume, senza mai immaginare che un giorno l’avrebbe avuta così palpitante sotto la sua lingua. Sente i fluidi di lei fluire abbondanti, si alza per aprirsi i pantaloncini e poi si adagia tra le cosce aperte, poggiando il membro tozzo e duro sulla morbida apertura. Gli basta spingere appena per entrare in lei di alcuni centimetri. Il gemito sordo che ode dalla bocca riempita dalla carne dell’amico lo incita a spingere ancora, a penetrare per altri centimetri sentendosi racchiudere dalla carne bollente.

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