di Alba6990

“AHHHHHHHHH!!!!”

“Ma perché urla?”

“Pronto? Don Mario?”

“Cadric! Che cazzo stai facendo?!”

“PER LA MADONNA!!!”

“Sto chiamando Don Mario, Francesca è chiaramente sotto possessione demoniaca.”

“Ma metti giù il telefono, mentecatto!”

“Io l’ho sempre detto che si fa troppe canne…”

“OH MAMMA MIA!!!”

“Comunque una delle scopate più strane e fighe della mia vita! Pronto, Don Mario?”

“Ma basta!”

“HO FATTO SESSO CON DIECI PERSONE!!!”

“Ma se eravamo solo in tre!”

“Cami?”

“Luca, che c’è?”

“Cartamo è ancora al telefono…”

“Sì, buongiorno. Volevo dirle che la nostra amica è appena stata inculata da Satana, sta urlando da un’ora.”

“Metti giù il telefono!!”

“CAMI!!! HO PERSO LA MIA INNOCENZA!!”

“Sì, Fra. Adesso ci sediamo in cerchio e ci raccontiamo tutto.”

“Uuuu che carina! Che cos’è? Perché ha un buco qua dietro?”

“CAFFARO NOOOOO!!”

*MUUUUUUUUUUUUUU*

*Circa un’eternità più tardi*

Quello
che avete appena letto sono stati i cinque minuti più strani della mia
vita. Francesca era in una alquanto singolare fase di realizzazione
dell’accaduto, del fatto che appena perso (di nuovo) la sua verginità
all’interno di un’orgia.

E
Luca e Calepodio non aiutavano di certo: Luca se ne fotteva altamente,
guardando dal divano la situazione ridendo come uno scemo e fumando una
sigaretta, mentre Calien (complice il suo, ormai palese, ritardo
mentale) cercava in tutti i modi di contattare il prete della chiesa più
vicina perché era convinto che Francesca fosse posseduta dal demonio
talmente urlava.

E poi mia madre mi dice: “Camilla! I tuoi amici sono un branco di coglioni!” Credo che comincerò ad ascoltarla più spesso.

Comunque,
dopo aver cacciato Scemo e Più Scemo (sta a voi decidere chi è chi), mi
sedetti sul divano con Francesca. Non prima di averle preparato una
camomilla per rilassarsi un attimo (e un OKI per me…le sue urla mi
avevano fatto venire il mal di testa).

“Ehi Fra. Che ne dici se parliamo di quello che è appena successo? Dubbi, perplessità, altre cose? Sono un libro aperto.”

Lei
bevve un sorso di camomilla. Nella stanza non volava una mosca. Ero
sinceramente preoccupata, perché solo ora mi rendevo conto che quello
che era appena successo avrebbe potuto crearle dei disagi immensi. E
tutto solo a causa mia. E invece Francesca mi spiazzò: “È stata la cosa
più figa che abbia mai fatto in vita mia!”

Strabuzzai gli occhi: “Sei seria?”

“Sì!
Allora, partiamo dal principio: già il fatto che abbiamo fatto tutto a
luci spente e al buio, ha reso il tutto più facile e semplice per me. E
poi siete stati tutti delicati con me. All’inizio c’era qualcuno che mi
ha tolto il reggiseno e ha cominciato a massaggiarmi il seno. Lo faceva
come se tra le mani stesse coccolando un peluche. Poi aveva cominciato a
leccarmi i capezzoli. Aveva la stessa tenerezza di un neonato quando si
attacca al seno della madre. Mi ha fatta tremare quel tocco caldo e
bagnato della lingua. Un contrasto davvero incredibile con la
temperatura fresca della stanza.”

“Molto probabilmente stai parlando di Luca. Lui è molto delicato.”

“Ah.
Ma allora chi è che mi ha abbassato le mutande e cominciato a baciarmi
l’interno coscia? Perché ho sentito qualcosa di molto simile ad un pene
duro vicino all’anca in quel momento.”

“Ero io. Ti sforavo la pelle con le labbra per evitare di essere troppo vorace e di spaventarti.”

“No, assolutamente, Cami. Sei stata bravissima. Come hai…”

“Ti ho solleticato la clitoride con la punta della lingua, ricoprendo di baci le grandi labbra.”

“Ah, quindi quella parte che mi toccavi era la clitoride?”

“Esatto.”

“Poi qualcuno mi ha posizionata davanti al pene di uno di loro. Non so chi fosse, ma aveva un forte odore.”

“Si tratta, con tutta probabilità, di Calimerio: lui ha sempre un odore di palle allucinante.”

“Cami, non so cosa mi ha spinta a farlo. Ma l’ho preso completamente in bocca! Gli ho fatto un pompino!”

“Eh, infatti ad un certo punto ho sentito. Io ero impegnata a farmi scopare da Luca.”

“Da
lì non ho capito più niente. Sono successe tutta una serie di cose: tra
leccate, succhiate, baci e abbracci…avevo molta voglia…non so
nemmeno, alla fine, con chi sono stata!”

“La
stessa cosa l’ho provata io. Sai, non pensavo riuscissi ad eccitarti
così tanto. Ero pure insicura su come ti sentissi adesso.”

“Non lo so nemmeno io. Forse è complice anche il fatto che ero già stata stimolata da te prima di fare questa cosa.”

“Sì, sicuramente ha influito.”

“Voglio solo dirti che….sono pronta!”

“Davvero?”

“Sì, sono pronta!”