La sbruffona

di racconti-osceni

Alla fine non ne poté più e sfidò quella ragazza che si era vantata per
tutta la sera di quanto fosse brava lei a fare le seghe. Non che la cosa
le importasse davvero, ma quella tipa aveva proprio rotto il cazzo e
meritava una lezione. La segaiola accettò, quindi ciascuna di loro
scelse due ragazzi per eseguire una pippa stereo; avrebbe vinto chi per
prima li avesse fatti godere entrambi.
Gli altri maschietti, benché delusi per la loro esclusione, erano però
entusiasti per lo spettacolo che si preannunciava, ma lo erano
comprensibilmente molto di più le altre femminucce presenti.

Le due sfidanti si inginocchiarono l’una di fronte all’altra ed i
ragazzi si posero ai loro lati, con i pantaloni calati e gli uccelli di
fuori. Le contendenti afferrarono quei piselli morbidi, caldi, un po’
sudati, e, guardandosi dritte negli occhi in segno di sfida, presero a
muovere ritmicamente le loro mani su quei membri che non tardarono a
mostrare a tutti i presenti quanto apprezzassero l’essere percorsi
ripetutamente da dita liscie che ora gli scoprivano la cappella e
premevano sullo scroto, ora gliela reincappucciavano e la facevano
sparire sotto di loro.
Divennero presto belli duri non solo quei quattro cazzi fuori, con la
propria grossa testa rosea bene in vista, tesa e lucida, per la gioia
del pubblico femminile e di quello gay, ma anche i piselli che avevano
dovuto rimanere celati dentro ai pantaloni perché esclusi dal gioco.
Sicuramente anche molte fiche si stavano bagnando a giudicare dal
mormorio eccitato che regnava in sala e che sovrastava i respiri
ansimanti dei quattro fortunati.
La sfidante si gustava con le mani i suoi due cazzi, gonfi, caldi,
sempre più tesi, senza mai distogliere gli occhi dall’avversaria, e
vedendone lo sguardo assente per l’estrema concentrazione, segno che non
era poi così esperta, le sfuggì una smorfia di soddisfazione: lei non
aveva bisogno di prestare così tanta attenzione a quello che faceva, le
bastava ascoltare le proprie mani per sentire se stava facendo giusto. E
le sue mani le dicevano che stava eseguendo davvero un ottimo lavoro, i
suoi cazzi erano sempre più duri tra le sue dita, i suoi maschi sempre
più mugolanti. Sentire quei membri così tesi, con le vene gonfie e
morbide in rilievo e le cappelle perfettamente liscie, scorrerle nelle
mani la stava facendo bagnare copiosamente.
Poi un cazzo si fece di colpo più rigido, cominciò a pulsarle in mano, e
sentì la sborra colarle calda a fiotti sul dorso. Non distolse lo
sguardo dalla sua avversaria ma il suo volto si fece estasiato mentre si
gustava l’insinuarsi di quel seme vischioso tra le dita e sul palmo,
rendendo quel sesso scivoloso, e che donava alla sua sega un eccitante
rumore acquoso. Era raggiante, aveva fatto godere il suo primo maschio,
mentre la sua avversaria, la gran segaiola, era ancora lì che stava
menando i propri, entrambi ancora duri.
Soddisfatta si riempì le narici dell’aroma dello sperma.
Era vicina alla vittoria.
Colse un lampo di preoccupazione negli occhi dell’altra, e questo la fece bagnare ancora di più.
Anche a molte spettatrici (e qualche spettatore), già bagnate nel vedere
quei cazzi duri, era sfuggito un mugolio di piacere nel vedere
quell’orgasmo, e attendevano con impazienza i successivi, e più di una
era tentata d’infilarsi una mano dentro le mutandine.
La sfidante non mollò quel pisello che, viscido di sborra, le si stava
rapidamente ammosciando in mano, ma continuò a menarlo perché le
piacevano le sensazioni che le dava. E mentre spostava la sua attenzione
sul cazzo ancora eretto, vide uno dei maschi dell’avversaria
irrigidirsi, e poi dall’uccello di quello zampillare fiotti di sperma.
Notò un’espressione di sollievo apparire sul volto della contendente, e
questo la contrariò parecchio, ma non perse la calma e continuò a
lavorarsi il membro mancante, durissimo e dalla cappella ormai violacea.
Concentrò proprio su quest’ultima le sue attenzioni, ora stringendola
dolcemente, ora facendola scivolare lentamente sul suo palmo, ora
torcendola delicatamente. La sua avversaria invice si limitò ad
aumentare il ritmo della sua sega sul cazzo ancora duro che le restava.
Che principiante!
Ben presto gli ‘accorgimenti tecnici’ della sfidante la portarono al
risultato voluto, ed il suo secondo maschio, grugnendo, le sborrò in
mano. Allora il pubblico esplose in un applauso fragoroso. Aveva vinto!
La sua fica era ormai bagnatissima, e l’espressione di sconfitta della sua avversaria le procurò quasi un orgasmo!
Si alzò in piedi, soddisfatta, ed uno dei presenti le offerse un
fazzoletto per pulirsi le mani. Pensò di concedere a quel gentiluomo una
chance e, se si fosse dimostrato all’altezza, gli avrebbe concesso di
spegnerle il fuoco della fica.
Si poté allontanare tranquillamente con lui poiché l’attenzione e la
curiosità di parte di coloro che avevano assistito alla disputa furono
distratte dal ragazzo dal cazzo ancora duro che pretendeva dalla
perdente che lei lo facesse venire, finendo quello che aveva iniziato. 

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