La prima volta

di Luka Volo

Pomeriggio.
Una calda giornata d’estate. Le finestre sono chiuse e il
climatizzatore acceso. Nonostante ciò, in sottofondo sento il
suono di una chitarra acustica che mi allieta grazie alla bravura di
chi la sta usando.
Sono sdraiata sul letto, indosso solo
dell’intimo bianco e fisso il soffitto facendomi accompagnare da
quella melodia che mi sta entrando dentro, nota dopo nota.
Resto
ferma, con gli occhi chiusi e immagino, sogno e divago con la
fantasia.
-Giulia!- mi chiama mia madre urlando come suo
solito.
-Giulia!-
Il momento di quiete viene interrotto
bruscamente come ogni volta che il mio vicino suona la sua
melodia.
-dimmi!-
-devi andare a fare la spesa, vestiti e
scendi!-

Senza darci troppo peso indosso un paio di jeans,
converse e maglietta nera e scendo.
-tieni!- mi dice mia madre
dandomi la lista della spesa e i soldi.
-a dopo!- sorrido
prendendo il tutto ed esco di casa.
Passo davanti all’appartamento
da cui arriva la musica e mi soffermo ad ascoltare un po’ e resto
imbambolata con entrambi i piedi sullo zerbino con scritto
“welcome”.

Chiudo gli occhi e mi lascio trascinare, ma
devo andare o farò tardi.
Mi volto e dopo pochi passi
sento la porta aprirsi.
-ciao.-
Resto per un attimo
ferma a fissare quel meraviglioso ragazzo che mi si è palesato
davanti.
I suoi occhi azzurri risplendono.
-ciao.- rispondo
arrossendo.
-tutto bene?- mi chiede con un sorriso che mette in
risalto tutta la sua bellezza.
-si. Suoni bene, lo sai?-
-grazie,
vuoi entrare ad ascoltare un pezzo?-
Oddio. Dentro di me mi sento
esplodere. Cosa rispondo?
-entra dai.- mi invita facendomi cenno
di entrare.
Senza pensare oltre, entro in casa.
-ah, piacere
Davide.- mi dice chiudendo la porta alle sue spalle e allungando una
mano verso di me.
-piacere Giulia.- rispondo dandogli la mano.
Al
contatto ho un brivido di piacere.
Nonostante i miei 18 anni, non
ho mai avuto molti contatti con altri ragazzi.
Eppure sono una
bella moretta.
-siediti. Prendo la chitarra.- mi dice sparendo
nell’altra stanza.
Mi siedo sul divano e mi guardo attorno.
Sono
agitata.
È un ragazzo bellissimo.
Torna con la chitarra
e si siede al mio fianco.
La sua gamba appoggia alla mia.
Arrossisco ancora di più se possibile e sento il cuore battere
a mille.
Inizia con un pezzo acustico che fa atmosfera e mi fissa
negli occhi mentre suona.
Oltre a essere bellissimo è pure
bravissimo.
I nostri sguardi sono a pochi centimetri l’uno
dall’altro e ci fissiamo con sottofondo la nostra melodia.
-potrei
baciarti ora.- mi sussurra spiazzandomi.
Sgrano gli occhi e resto
per un attimo confusa.
-provaci.- rispondo andando contro a tutti
i pensieri che stanno scorrendo nella mia testa nell’ultimo minuto.
E
scatta la scintilla.
Un bacio appassionato mi travolge.
Resto
senza fiato. E sempre più rossa mi stacco da lui.
-scusa,
non dovevo?- mi chiede visibilmente preoccupato di avermi
scosso.
-non ti devi scusare.-
Travolta dalla passione
gli sposto la chitarra e gli salto a cavalcioni baciandolo e
prendendolo in contro tempo.
Via la timidezza, siamo soli e
finalmente dopo tanto potrò essere me stessa, aldilà
delle facciate.
Gli sfilo la maglia bianca e gli bacio il petto
muscoloso.
Sento la passione travolgermi.
Ho voglia.
Ho
voglia di diventare donna.
Mi sfila la maglia e le sue mani
iniziano a giocare coi miei seni piccoli.
-sono bellissimi.-
sussurra tra un bacio e l’altro.
Arrossisco felice per il
complimento.
Sento il reggiseno slacciarsi e infilo la lingua
nella sua bocca.
La passione ci travolge mentre ci baciamo con
passione e gusto, quasi restando senza fiato.
Mi allontano un
secondo per permettergli di sfilarmi il reggiseno e resto ferma a
fissare il mio uomo.
-sei bellissima.- mi dice non riuscendo a
staccarmi gli occhi di dosso.
Arrossisco e lo fisso divorandomelo
con lo sguardo.
Indietreggio un secondo e gli slaccio i
jeans.
Infilo una mano al di sotto di essi e gli prendo il
cazzo.
Lo schiaccio con le dita e lo massaggio forte.
Lui
mi ribacia e mi lecca il collo scivolando lungo di esso per finire
sui miei seni.
Sento i suoi denti mordicchiare i miei
capezzoli.
Godo e ansimo forte.
Sento la voglia colare lungo la
mia fica bramosa di essere violata per la prima volta.
Scivolo
alle sue ginocchia e mi posizioni tra le sue gambe.
-sei rossa in
viso.- dice Davide visibilmente soddisfatto.
-vedremo chi sarà
rosso alla fine.- rispondo sfilandogli i jeans e le mutande.
Il
suo cazzo resta fuori, libero.
Non è particolarmente
grosso, ma il suo padrone è meraviglioso.
Inizio a segarlo
con gusto e appoggio la lingua alle sue palle leccandole con
passione.
Salgo lungo il cazzo e scivolo giù ingoiandolo
tutto.
Sento i suoi brividi farsi largo in me da quanta passione
ci sto mettendo.
Succhio con gusto e sento le sue mani affondare
tra i miei capelli e spingermi su e giù.
Mi sento una
piccola tigre,voglio sentirmi donna. La mia fantasia perversa si sta
scatenando, l’eccitazione mi travolge, la fica bagnata tanto
bagnata.
Mentre gli succhio il cazzo la timidezza svanisce
la voglia la passione prendono il sopravvento, non ho più
paura ma sono sicura di me.
Apro gli occhi e vedo il suo cazzo
gonfio duro che pulsa e lo sento in bocca.
I miei sensi si
scatenano.
Quando lui è quasi sazio mi solleva per le
braccia e mi ordina di sedermi su di lui.
Arrossisco e
acconsento.
Mi metto in posizione, sono un poco impacciata.
D’altronde è la mia prima volta, sento il suo cazzo
appoggiarsi alle mie labbra che volano.
-fai a piano per
favore.-
-tranquilla.-
E lo sento entrare.
Ansimo
forte restando senza voce mentre sento il suo cazzo svicolare dentro
di me.
Quando è dentro tutto mi fermo per un attimo, brucia
ma è un bruciore piacevole in fondo.
Inizio a muovermi come
ho visto fare in alcuni film e dopo un attimo mi trovo a mio agio.
I
ragazzi non mi avevano mai guardata perché ero troppo timida,
troppo impacciata. Ma dentro sono sempre stata un vulcano attivo
pronto ad esplodere, avevo solamente bisogno di colui che sbloccasse
la sua timidezza e quella persona era Davide che mi stava
accompagnando ad esplorare il mondo del sesso.
Presa dalla
passione inizio a saltare con gusto e voglia.
Mi mordo le labbra
per la troppa eccitazione. Lo sento dentro, tutto.
Finalmente sto
scoprendo il mondo del sesso, quel mondo a me prima sconosciuto,un
mondo solo immaginato e visto da spettatrice.
Davide ha
aperto le porte perché aveva le chiavi giuste,niente più
immaginazione su come dovrebbe essere.
Ora sto diventando una
donna.
Le mie labbra sono come burro e accolgono tutto l’amore e
il sesso del mio maestro.
Lo sento sbattere fino alle palle.
La
scena che si mostra ai miei occhi è la seguente: Noi due, nudi
su un divano. Davide seduto con io che salto a cavalcioni sul suo
cazzo. Le sue mani appoggiate sul mio culo che mi aiutano a prenderlo
e ad assaporarlo meglio.
Ci baciamo mentre i nostri corpi sudati
si fondono l’uno con l’altro.
Ansimo e mi muovo sinuosa su di lui,
sento che è al limite e dopo pochi attimi esce da me e viene
sulla mia schiena.
Restiamo fermi immobili a baciarci.
-sei
imbarazzato anche tu ora.- esclamo indicando il suo viso
rosso.
-perché mi piaci.-
Nel sentire quelle
parole il cuore trema di gioia.
-devo andare!- esclamo ricordando
che devo andare a fare la spesa.
Mi rivesto in fretta e faccio per
uscire ma Davide mi prende per una mano, mi avvicina a lui e mi
bacia.
-stasera ti dedico una canzone.- mi dice guardandomi negli
occhi con quello sguardo tipico degli innamorati.
Esco di
casa soddisfatta, sono diventata donna e lui mi ama.
Ne sono
certa.

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