di Altramira

“Sei online?”

“Sì”

Tutto
cominciò con questa semplice domanda e questa semplice risposta nella chat
privata della compagnia di cui entrambe si occupavano. A fare la domanda era
stata Perla, la direttrice del settore compartimentale della compagnia, a
rispondere Anna, che di questa era collaboratrice. Molti dei collaboratori
della compagnia lavoravano da casa, senza nemmeno aver mai parlato con i
responsabili di settore, i mezzi di comunicazione preferiti erano le e-mail e
le chat.

Ma c’era
anche una situazione pregressa in cui, durante uno scambio di e-mail, Anna
aveva dovuto scusarsi con Perla e nel fare questo si era lasciata scappare che
forse la sua disattenzione avrebbe dovuto essere punita in qualche modo la
direttrice aveva risposto che sì, una bella punizioncina se la sarebbe proprio
meritata e Anna ancora a stuzzicare il can che dorme chiedendo quale tipo di
punizione si sarebbe meritata. La conversazione proseguì in maniera
professionale per qualche battuta, finché Perla non scrisse:

“la mia email
l’hai letta?..”

Anna ebbe un
sussulto, ma non credeva davvero che Perla avrebbe davvero risposto a quella
provocazione.

“Quale? Personale
o della mailing list?” chiese, ansiosa.

“personale”,
rispose Perla

Oddio,
ora…allora…doveva essere per forza quella mail di cui la direttrice stava
parlando.

“No aspetta vado
a leggere.” Si premurò di scrivere

Quando Anna aprì
la mail e lesse “qui ci vorrebbe un po’ di fantasia… tipo metterti in
ginocchio e torcerti quei bei capezzolini.” perse il fiato. Voleva
mettersi in ginocchio proprio in quel momento, mentre chattava con la sua
direttrice. Lo fece.

“Ok mi metto in
ginocchio.” digitò

“come sei
ubbidiente” rispose Perla

Anna aveva il
respiro affannato, tutto le sembrava così irreale. Stava proprio succedendo? Si
chiese. Proprio a lei che questi giochini in chat la eccitavano così tanto? Poi
si premurò di dire a Perla che lo stava facendo davvero. A quel punto successe
qualcosa che inietto una dose di pura ecitazione nel corpo di Anna.

“allora però devi
anche mostrare i capezzolini…” apparve sullo schermo del cellulare, seguito
da un’emoticon del sorrisino.

 

Anna sbottonò il
vetito e abbassò il reggiseno, per mettere in mostra I suoi capezzoli,
sentendosi esposta, eccitata, imbarazzata, stava arrossendo pur essendo da
sola. Cominciò a scrivere una risposta o comunque qualcosa, era agitata, le
piaceva quello che stava succedendo, la sua direttrice le stava dando degli
ordini che esulavano completamente dalle mansioni lavorative e lei stava
ubbidendo prontamente per farle piacere. Si confuse nello scrivere, invertì le
azioni che avrebbe dovuto compiere e si scusò. Perla rispose con un emoticon
sorriso e una risatina.

“cosi mi fai
venire voglia di punirti davvero Annina…” scrisse la direttrice

“Ok l’ho fatto”
rispose Anna

“ah…” La
direttrice sembrava quasi stupita della cosa, ma né lei si osò hiedere né
l’altra spiegò questo “ah” estemporaneo, ma continuò a scrivere.

“questi
capezzolini sono stati proprio irrispettosi

te li prendo con
le dita.. così

e li torco per
benino..

fallo tu.
Davvero.

come se fossero
le mie di mani.”

Ecco, si sentiva
pronta, d’altra parte era stata lei a stuzzicare Perla, mandandole anche alcune
foto molto sexy trovate online e anche una sua personale e sis ntì in dvere di
dirlo a Perla.

“scusa.. è un
giochino…” rispose Perla, ma a lei andava benissimo tutto ciò che stava
accadendo.

“Mi va bene”
rispose Anna “Lo faccio”

“ehm sì.. mi hai
stuzzicato anche con le foto..!!” digitò Perla “me ne mandi di così intriganti
e belle. Posso chiederti Anna quanti anni hai?” continuò poi.

Anna rispose che
aveva trentadue anni e aggiunse che aveva eseguito l’ordine impartitole dalla
sua direttrice. Lei d’altro canto pensava che Anna avesse qualche anno di più
sulle spalle e le rivelò che con lei le sembrava sempre di parlare con una
persona matura e interessante.

“li hai piegati
con le dita?..” chiese poi “ti ha fatto un po’ male?..”

Anna si affretto
a rispondere. “Verso l’esterno. Beh sì

Un po’ male fa”

Ora stava aspettando
la risposta di Perla, la sua direttrice, per vedere se era contenta di lei.

“te lo meritavi,
lo sai? Se violi le mie regole lo farò ancora.” digitò, la direttrice.”

“Lo so. È giusto
così, sono d’accordo. E quali sono queste regole che devo rispettare?”

“imparare a
capire le regole è uno dei tuoi doveri

io sono la
direttrice, quindi per prima cosa devi rivolgerti a me con la giusta
deferenza.”

“Quindi dovrei
darle del lei e chiamarla Signora Perla?”

“non sono una
signora, e non serve il lei. Ma serve eleganza nei modi e tono rispettoso. A
volte sei un po’ indisciplinata.. per prima cosa, d’ora in poi manderai sempre
email con oggetti molto chiari e ordinati.” Il tono anche se si trattava di una
chat e quindi di parole scritte ad Anna parve di sentirlo forte e chiaro.
Severo.

“Va bene cercherò
di farlo.” rispose, conoscendo le proprie mancanze e che probabilmente non
sarebbe riuscita a rispettare questa prima regola completamente, figuriamoci se
ce ne fossero state altre.

“mi hai capita?
soltanto “cercherò”?” chiese Perla

“Sì Perla, ho
capito.”

“se io ti dico di
fare qualcosa, tu la fai, non “cerchi"”

Questa frase
metteva il sigillo su tutto ciò su cui Anna stava fantasticando, il tono era
severo davvero e la cosa la metteva in soggezione, ma la eccitava.

“Lo farò e subirò
le conseguenze se non rispetterò questa regola. Sì Signorina.” rispose quindi,
chiedendosi se Signorina fosse un titolo che Perla avrebbe accettato o se
l’avrebbe fatta infuriare ulteriormente.

“così va meglio.
Questa sbadataggine ti costa subito un’altra punizioncina”

“Va bene
Signorina”

“fai cadere un
po’ di saliva sulle dita di una mano, e strofinati un capezzolo.”

“Va bene,
preferisci il destro o il sinistro?” Anna si mostro servizievole chiedendo
qualcosa che non era stato specificato, ma a quanto le parve la cosa era ben
accetta alla direttrice che rispose “il sinistro, quello sul cuore. voglio che
sia ben bagnato, chiaro? quando hai finito, senti l’aria fresca”

“Chiaro
Signorina” rispose la collaboratrice, sempre più remissiva e sottomessa.

“e dimmi che
effetto ti fa” continuò immediatamente Perla “hai fatto? Non mi piacciono le
perditempo” la incalzò ancora.

Questa richiesta
di velocità nell’eseguire gli ordini metteva addosso a Anna una certa
insicurezza, cosa che certamente era voluta dalla direttrice, ma le piaeva che
la stesse trattando così.

“Mi si
induriscono i capezzoli” rispose prontamente

“entrambi?”

“Sì Signorina”

“sei una troietta
un po’ eccitabile allora..” scrisse la direttrice.

Ecco ora c’era la
completezza dei ruoli.

“Se lo dici tu
dev’essere vero” rispose garbatamente la collaboratrice.

“brava, questo è
un buon atteggiamento mia piccola”

“Grazie
Signorina”

E in quel momento
Anna sentì che ormai lei sarebbe sempre stata la parte che ubbidiva.

Perla cominciò
ancora a digitare e sul display Anna leggeva avidamente. La sua direttrice le
faceva notare che non si facesse neanche passare per la mente l’idea che
siccome lei era più giovane, non potesse essere una valida padrona. Anna da parte
sua rispose che non aveva mai pensato a una cosa del genere. Poi Perla formulò
la domanda che fece tremare le gambe ad Anna. Le chiese che cosa pensasse di
lei. Rispose quasi tentennando con le dita sulla tastira che non la conosceva
da molto, ma Perla la tolse dall’imbarazzo, asserendo che lei, la direttrice,
si era sempre sentita incuriosita da lei. Anna non sapeva come rispondere, ma
alla fine trovò il coraggio e le scrisse che da quel giorno la trovava
sicuramente più intrigante di prima. Per sua fortuna la direttrice rispose con
un sorriso.

“aiutami a
visualizzarti.. rispondi a due domande:

peso e altezza?”

“In realtà ero
molto incuriosita anche io. 55 chili variabili per uno e sessantacinque”

“ok.. sei
sportiva?..”

“Abbastanza, non
una fanatica.”

“è importante
essere disciplinate.” Cos’era questa un semplice riferimento alla salute o
qualcosa che si riferiva ancora alla situazione che stava vivendo ora, in
questa chat?” Non lo sapeva e non lo chiese. Disse solo che secondo lei era
giusto.

“ora.. vuoi fare
una cosa intima per me?”

“Beh dipende di
che cosa si tratta. Dico sul serio”. Sì, aveva risposto così.

“ti voglio
chiedere di descrivermi la parte più femminile di te: il tuo seno. Se non
vorrai farlo, se reputi non sia il momento, lo capirò e ne terrò conto.”

Anna tirò un
sospiro di sollievo, ecco non era facile descrivere una parte del proprio corpo
a un’altra persona, ma beh, ci poteva provare.

“la tua
descrizione è la cosa più intima di te a cui posso accedere.”

Anna guardò in
basso e provò a pensare una descrizione di ciò che vedeva. Scende dolcemente
dall’alto a formare una leggera incurvatura, pensò, che delicatamente sfocia
nei capezzoli, no capezzoli non va bene, usiamo un’altra parola… bottoncini.
Sì bottoncini va meglio, si disse. Bottoncini più scuri delle areole e poi nei
capezzoli, ora eretti all’aria. Lo digitò e poi premette invio e aggiunse “È la
cosa più intima che mi è venuta”

“è una bellissima
descrizione… lo vedo con i tuoi occhi

oggi ho capito
qualcosa in più di te (e non mi riferisco solo al seno) e tu hai capito chi
comanda fra noi due.”

“Già ho capito
chi comanda.” rispose Anna, remissiva.

“Adesso togli del
tutto il reggiseno: per la prossima ora resterai senza, qualunque cosa tu debba
fare. E’ chiaro?”

“Va bene
Signorina”

“Ora proseguo con
il mio lavoro. Ti bacio”

“Va bene, a
presto. Grazie.”

“Prego. Mi
aspetto email adeguate d’ora in poi…”

“Spero di essere
all’altezza” rispose Anna, poi continuò a fissare lo schermo per un bel po’,
incantata da quello che era successo. Era lì e levò immediatamente il
reggiseno. I suoi seni rimasero esposti, il vesitio si apriva proprio a
pennello per lasciarli completamente visibili. In quell’ora non fece molto se
non continuare a pensare alla conversazione avuta con la direttrice, a ciò che
stava provando e a guardarsi i seni e quei capezzoli che non volevano
assolutamente saperne di tornare alle loro dimensioni normali, erano eretti e
duri e a lei sembrava quasi che la Signorina Perla fosse lì a guardarla,
mettendola in imbarazzo.