Dolcetto o scherzetto?

di Lara

“Avevo capito che ti saresti vestita da strega!” dice la mia amica con
le sue lunghe trecce nere , un vestitino anch’esso nero con il colletto
bianco e le parigine. Lei è Mercoledì della famiglia Addams.
“Ma neanche matta, lo sai che non esco da prima della gravidanza,
stasera voglio essere sexy e cosa c’è di meglio di una gattina nera per
festeggiare Halloween!?”.
Non ho neanche dovuto acquistare il costume: un tubino nero in latex
lucido, calze a rete, stivali e una maschera di pizzo nera. Le orecchie a
punta da gatto escono dai miei lunghi capelli ricci sciolti sulle
spalle: il gioco è fatto!
Ci affrettiamo a raggiungere i nostri amici e scopriamo che la festa è
un party organizzato da amici di amici e già mi pento di essermi vestita
così. Io credevo saremmo andati in discoteca dove mi sarei
mimetizzata… più facilmente.

Il posto è molto carino e grande, c’è davvero tanta gente e l’atmosfera è
proprio tetra: ragnatele ad ogni parete e candelabri argentati sui
tavoli. Persino una bara aperta contiene una parte del buffet! Che idea
bizzarra!
La serata scorre piacevolmente, il cibo è delizioso: tartine a forma di
croci, rustici decorati come dita di strega, ragnetti, occhi e mummie
tutti commestibili. Da tantissimo tempo non mi diverto così e la mia
timidezza inizia a sciogliersi.

Nel bel mezzo della serata un urlo mostruoso che pare uscire da ogni
angolo: “DOLCETTO O SCHERZETTO?”. Le caleidoscopiche luci si spengono
all’istante e una risata sghignazzante echeggia per la stanza. La bara
inizia a vibrare alla luce tremolante delle candele.
Io che sono vicina alla bara salto letteralmente in aria e scappando
inciampo nei piedi di un uomo seduto sul divanetto lì davanti.
Che male… e che figuraccia, fortuna che le luci sono spente, penso tra me.

Invece si riaccendono e la situazione diventa ancora più imbarazzante:
sono accovacciata sulle sue ginocchia con il sedere in su come se
volessi farmi sculacciare…

Vorrei nascondere la faccia, ma ficcarla in mezzo alle sue gambe sarebbe
ancora più sconveniente! Perciò, armata di coraggio, goffamente sollevo
lo sguardo e resto abbagliata da due meravigliosi occhi grigio verdi
che mi scrutano divertiti. Resto immobile paralizzata dall’imbarazzo,
perfettamente visibile sul mio viso ormai scarlatto.

“Ti sculaccerei volentieri ma hai rotto la mia bacchetta magica”. Il mio
sguardo incredulo guarda verso il tuo pube dove ci sono finita con
entrambe le mani e solo allora mi accorgo che sei vestito da stregone
con tanto di bacchetta magica. Ma quanto sono maliziosa!? A che cosa
vado a pensare!?

“Mi …mi dispiace…sono davvero mortificata.. giuro che gliela sistemo la sua bacchetta”. Ma che sto dicendo!?

Mi sollevo maldestra e appena cerco di fare un passo quasi barcollo. E
già perché, oltre alla figuraccia, mi sono pure strappata le calze e
sbucciata un ginocchio. “Vabbé che il sangue fa Halloween, ma che male
al ginocchio!”, grido stizzita.
Ti alzi sempre più divertito, mi offri il braccio per accompagnarmi al bagno e medicare l’abrasione.

La mia amica fa l’occhiolino e si smaterializza in un secondo. Prima
ancora che io possa dire alcunché ti seguo intontita e ammaliata. Ma
dovevi essere pure così attraente!?
Continui a sorridere dicendo: “I gatti sanno cadere… sono così aggraziati e leggiadri…loro!”.

Ok, ci sei riuscito a farmi sentire una perfetta idiota, ti guardo
imbronciata e strattono il braccio per staccarmi da te: “Grazie del
sostegno ma ora ce la faccio da sola!”.

Mi guardi dritta negli occhi e con fare accattivante: “Sicura di non aver più bisogno di me e della mia magia?”.
“E come faresti senza la tua bacchetta magica?”, con un fare un po’ sprezzante. Ma che diavolo mi viene in mente!?

In un lampo mi afferri ai fianchi e mi sbatti al muro del bagno e le tue
labbra sono sulle mie. Mi lascio baciare da te avidamente, perché l’ho
desiderato dal primo momento che ho incrociato i tuoi occhi, mi afferri
le natiche a piene mani e mi sollevi per farmi sedere sul piano di marmo
del lavandino. Cerco di riprendere fiato, chiudi a chiave la porta e
torni da me. I tuoi baci così voraci mi fanno letteralmente impazzire,
ti mordo le labbra e te le succhio, mi piace sentirti gemere dal dolore.
Ti mordo ancora il lobo dell’orecchio questa volta. Le tue mani giocano
con i miei seni scoprendoli dall’abito senza spalline. I capezzoli
nella tua bocca: ansimo e afferro con le mani i tuoi capelli e infilo a
fondo le dita. Mi piace, mi piace quello che stai facendo e mi abbandono
completamente agli eventi. Torni nuovamente a baciarmi irruente, le tue
mani si fanno strada sotto la gonna e strappano ciò che vela: calze e
mutandine sono inutili. Ti sbottono il camice da stregone partendo dal basso e fermandomi all’altezza
della patta dei pantaloni, li apro e raggiungo il tuo caldo membro
eretto.

Te lo sego ma tu ti abbassi lasciandomi, letteralmente, a mani vuote!
Infili il volto tra le mie gambe: “Voglio sentire il sapore di una gatta
in calore”, cominci a leccarmi e a succhiarmi divinamente. Sono ormai
prossima all’orgasmo ma ti stacchi da me, ti sistemi fra le mie cosce e
penetri con un sol colpo. Ogni tuo affondo è un mio urlo. Ansimo dal
piacere e l’alto volume della musica mi consente il rumoroso e libero
sfogo del piacere.
“Ah..ah…sìììì!!!”. Il cazzo pulsa e pare ingrossarsi dentro di me…ecco, li sento arrivare, scorrere, i tuoi caldi fiotti…

L’orgasmo esplode contemporaneo e fluisce irrigidendo negli spasmi i
nostri corpi, le bocche si avvincono ancora per rubare ogni fiato. Piena
di te, mentre i nostri respiri tornano alla normalità, mi godo il tuo
sguardo appagato e soddisfatto.
“Ok sarò anche una gatta un po’ imbranata ma tu sai fare magie incredibili con la bacchetta magica di scorta!”

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