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Questo è un post che ho in canna da tempo, ed è ora che lo tiro fuori. Ci sono cose che mi sono tenuta dentro per una (sbagliata) forma di rispetto: un rispetto che alla fine non fa bene a nessuno, anzi. Quindi ora le metto nero su bianco, che restino qui e guidino il futuro di Venere, nel bene o nel male.

Come ben sapete, Venere è un sito di nicchia, con numeri (visite) piccoli. Ne abbiamo già parlato. Numeri cresciuti e, per noi, grandi, di cui vado orgogliosa, intendiamoci: ma piccoli in assoluto. Ci conosciamo tra noi, ci frequentiamo regolarmente, ok. Ma siamo del tutto invisibili sul web, al grande pubblico, ai lettori occasionali e ai potenziali lettori che potrebbero, e dovrebbero, scoprire la narrativa erotica.
Siamo invisibili per una semplice ragione tecnica, già spiegata più volte: non abbiamo alle spalle un’azienda o un prestanome che registrino un dominio pubblicamente visibile. Di conseguenza, rimaniamo un blog Tumblr per adulti, non indicizzato su Google né altrove.

Però, nel nostro piccolo, abbiamo una caratteristica chiara, stampata nel nostro DNA: la passione per la buona narrativa erotica. La passione per l’erotismo di qualità. L’impegno per fare il massimo che possiamo per valorizzarlo, promuoverlo, sostenerlo e farlo crescere.
Non ho bisogno di portarvi esempi: questo sito, pieno all’inverosimile di contenuti, iniziative, racconti di qualità, ne è la prova vivente.

Il panorama sul grande web è ben diverso. Lo sapete tutti e non serve nasconderci dietro a un dito, non voglio più farlo: i “grandi” portali di narrativa erotica, portali come EroticiRacconti e I Racconti di Milu, sono l’esatto contrario di Venere. Sono un’accozzaglia di racconti al 90% di pessima qualità, impaginati malissimo e proposti senza alcuna selezione, senza alcuna promozione, senza formattazione, senza editing. Senza passione. Come semplice merce.

Sì, merce. E qui viene il punto della faccenda. ER e Milù hanno alle spalle aziende e prestanome, e guadagnano dai click dei visitatori. Quindi guadagnano da quegli stessi racconti e autori che sbattono sulle loro pagine senza il minimo interesse per loro: con l’unico, semplice e inconfondibile scopo del lucro.

Ora, non c’è niente di male nel guadagnare, ci mancherebbe. Con un però: se guadagni sulle spalle di chi scrive, e della narrativa erotica, una parte di quello che guadagni hai il dovere morale di investirla per sostenere chi scrive, e far crescere la narrativa erotica italiana.
Come? In mille modi. Selezione dei racconti, formazione degli autori, aggiornamento delle piattaforme, cura della forma e del piacere di lettura, pubblicazione in altri formati, avvio di laboratori, promozione di concorsi. Sostegno agli autori più bravi. Potrei andare avanti a lungo.
Avete mai visto qualcosa di tutto questo su quei portali?
Già, neanch’io.

Bene, molti di voi a questo punto diranno “ok, niente di nuovo. Si sa, funziona così.”
Questo è l’atteggiamento da pecore in gregge che non sopporto. Questo è l’oggetto di questo post.

Lo dico chiaro e tondo: gli autori che pubblicano su quei catini di merda, sbagliano. Alimentano il profitto di quelle aziende e delle persone che le hanno messe in piedi e impoveriscono la narrativa erotica in Italia.

Cosa dovreste fare? Smetterla. Boicottare: un diritto che abbiamo, nel libero mercato. Smettere di pubblicare là e impegnarvi a costruire realtà diverse.
Venere è una di queste, ma mica l’unica. E potete avviarne voi stessi, piuttosto. O contribuire attivamente, criticamente, costruttivamente, a progetti come Venere.

Le alternative ci sono. Non cercate scuse.

Sappiamo anche bene, tutti quanti, perché pubblicate ancora e sempre là: perché il vostro ego è solleticato dal ricevere tanti commenti, dal vedere alti numeri di visite (questionabili, abbiamo parlato anche di questo). E perché cambiare, andare in senso opposto, fuori dal gregge, è più difficile, faticoso, rischioso.

Ebbene: tirate fuori le palle (chi le ha e chi non le ha) e prendete una decisione.

Quello che chiedo, che auspico? Che ogni autore di racconti erotici che ami davvero la narrativa erotica si guardi i piedi, ci pensi su un attimo, e decida finalmente di cambiare rotta.

Tutti insieme possiamo cambiarla, poco alla volta, al panorama italiano.

Ma andare avanti a remare da sola contro la corrente, alla lunga è frustrante.

Stella