Chat sbagliata -2

Di Suve

Puoi contattare l’autore a: scrivocosiperscrivere@gmail.com

– Dimmi –
– Beh, è imbarazzante ma… ti ricordi quel video? –
Sedeva con le mani in grembo intrecciate, un velo di rossore sulle gote, fissandomi esitante.
Cercai di fare l’uomo di mondo parlandone con noncuranza.
– Quale? Ah, quello che…. sì, ricordo, ma ora è tutto a posto no? O sei ancora arrabbiata con me? –
– No… mi vergogno un po’ a parlartene ma so che con te posso farlo. Io…-
Cercai di tranquillizzarla:
– Guarda Claudia che non è successo niente. Sono tante le coppie che si scambiano video… “intimi”. Nel tuo caso hai sbagliato numero ma può capitare, se io mi fossi chiamato Wolfango non sarebbe successo niente, sei stata sfortunata che mi chiamo Alberto come lui. –
La buttai sulla battuta strappandole un sorriso.
– Certo, però…. Albi, posso parlarti in confidenza? Posso essere sicura che quel che ti dirò lo terrai per te? –
Di colpo ritornai serio. C’era qualcosa che Claudia voleva dirmi e che riteneva importante.
– Sicuro, puoi fidarti di me. Spero non ci siano problemi con Albe –
– Quanto sei caro. No, è una cosa tutta mia. –
Sorrise ancora, amichevolmente, alla mia piccola cortesia.
– Il fatto è che volevo sapere…. Quando hai visto il video…. Io non sono sempre così, volevo fargli una sorpresa… è un gioco tra noi… quando mi hai visto… –
– Calma Claudia, prendi fiato, non ho capito. –
Era nervosa, le mani strette forti tra di loro, tanto da mostrare il bianco delle nocche, premevano sul tessuto della gonna leggera affossandolo.
– E’ che sono confusa anche io Albi, capiscimi ti prego, mi vergogno. –
– Stai tranquilla, dì quello che ti senti di dire, non ti devi vergognare con me, siamo amici –
Parve rilassarsi un poco e prosegui:
– Quella sera, quando ho riaperto la chat con Albe e non vi ho trovato il video sono andata nel panico. A chi l’avevo mandato? Ho cercato ed ho visto che eri tu e così ti ho chiamato sperando che non l’avessi aperto. Mi sono arrabbiata quando me l’hai detto. Nessuno a parte Albe mi ha mai vista così… è un gioco tra di noi, quando non ci vediamo ci spediamo dei video… particolari. Quella sera volevo stupirlo e… –
– Ed invece hai scioccato me, devo ancora riprendermi ah ah ah –
La interruppi per alleggerire la tensione che le leggevo dentro. Ridacchiò appena e continuò a parlarmi.
– Sì… non volevo aggredirti ma ero così… mi vergognavo tanto. Tu non c’entravi, ti chiedo scusa per come ti ho trattato. Poi ho riguardato il video per vedere cosa ti avevo mostrato e…. Albi, hai detto che non sei riuscito a chiuderlo una volta che avevi capito. Perché? –
La cosa si era fatta maledettamente seria. Claudia parlava con tono pacato, confidenziale, l’aria di chi sta aspettando che gli si dica qualcosa… ma io non sapevo cosa. Esitai e le risposi col suo stesso tono:
– Claudia… stavo per chiuderlo quando sei passata dal primo piano a inquadrarti per intero ed ho visto che eri nuda e… non potevo smettere di guardarti. Scusami, non lo so perché, e quando poi hai cominciato a toccarti… non riuscivo a staccare gli occhi dalla tua mano dalla tua… –
– Ti sei eccitato –
– Io… sì, non lo nego, mi sono eccitato a guardarti, e quando hai preso i due dildo… lì sono andato fuori di testa –
– Cosa hai pensato, cosa hai provato? –
– … ero eccitatissimo Claudia. Le immagini, la situazione… la tua voce sensuale. Lo so che era per Albe ma sembrava quasi ti rivolgessi a me. –
– Ti sei masturbato? –
– Io… –
– Aspetta Albi, capisco che è difficile dirlo, ma ti spiego perché voglio saperlo: riguardando il video per capire bene cosa avevi visto io… mi sono eccitata, più di quando l’ho fatto solo per Albe. Sapere che qualcuno che non era lui, non importava se tu o un altro, mi aveva vista mentre…. Mi sono masturbata così, solo al pensiero che qualcuno potesse farsi una sega guardandomi. Non lo so cosa mi è preso ma … ero eccitatissima. Per questo voglio sapere se anche tu… io te l’ho detto… –
Ero confuso ed eccitato dalla sua confidenza. Stavo per risponderle con sincerità quando venimmo interrotti da Albe:
– Amore… scusami ma Mario mi ha chiesto di restare. Sta per arrivare una comitiva e non posso lasciarlo nei guai. Albi, fammi un favore, accompagnala tu a casa. Amore, ti prometto che mi sbrigo, massimo tra due ore arrivo. Lascia Albi, la birra te la offro io, e grazie, sei un amico –
Da seduto al tavolino mi ritrovai diretto alla mia auto, Claudia di fianco, che camminavo come un sonnambulo, ringraziando mentalmente Albe per avermi salvato dal rispondere.
Salimmo in auto per il tragitto di pochi minuti per casa di Claudia. I primi secondi furono di silenzio assoluto, poi:
– Non mi hai risposto –
– Cosa? –
– Ti sei masturbato guardando il mio video? –
Non avevo scampo. La sua voce era dolce, con una nota affettuosa, mi aveva posato una mano sull’avambraccio. Era calda, sentivo intensamente il contatto con la sua pelle.
– Io… sì. –
– E quando hai goduto? –
Mi sembrava di risentire l’audio di quel video, parole diverse ma ugualmente cariche di erotismo. Girai la testa per un istante e la vidi fissarmi con intensità.
– Quando… quando hai preso il secondo e… poco prima che godessi tu –
– Quando me lo sono infilato nel culetto? –
– Sì… non ce l’ho fatta più, dovevo sfogarmi, era troppo, non la finivo mai di sborrare –
Il silenzio calò di nuovo nell’auto, la sua mano abbandonò il mio braccio. Guidai per le ultime centinaia di metri e mi fermai davanti a casa sua. Non aprì subito la portiera ma si girò verso di me dicendomi, dopo qualche secondo:
– Vorrei finire il discorso, ti va di salire? –
Stetti in silenzio anche io guardandola. D’impulso spensi l’auto e aprii la portiera scendendo. Sì, il discorso era da finire: volevo capire il perché della sua curiosità, delle sue confidenze, non ultimo un senso di eccitazione per tutta la situazione. Non sarò tanto ipocrita da negare di aver pensato alla possibilità di “combinare qualcosa” con lei, ma ero sicuro che la mia amicizia con Albe mi avrebbe frenato se fosse avvenuto. Era attrazione per questa Claudia che non conoscevo, era il sapere di aver condiviso con lei qualcosa che non capivo ancora a fondo era… il faro nella notte ed io la falena.
Mi fece accomodare in casa e mi prese una birra dal frigo sedendosi poi vicino a me sul divano.
– Albi, non voglio metterti in imbarazzo ma è una cosa che devo approfondire. Le mie amiche non mi hanno capito quando gliel’ho spiegato, forse tu puoi aiutarmi… con te non posso più avere vergogna lo sai –
Il rossore delle gote contraddiceva la sua ultima frase. Pensai che doveva avere un bel coraggio per affrontare il discorso proprio con me ma, in fondo, era vero: che vergogna avrebbe potuto aggiungere nei miei confronti?
L’incoraggiai a parlare con un cenno della testa e lei proseguì:
– Innanzitutto ti dico che con Albe va tutto bene, non ci sono problemi da nessun punto di vista. Hai visto che video gli mando e tralascio di farti vedere gli altri ed i suoi. E’ solo che…quello che ho provato sapendo che mi avevi visto, che poteva essere chiunque… mi sono toccata immaginando che ci fosse qualcuno davanti a me a spiarmi, un volto indefinito, un uomo che mi guardava e si toccava a sua volta. Ho goduto come poche altre volte… che mi sta succedendo Albi? –
Cercai di essere “professionale”, di parlare della cosa senza farmi trascinare dagli inevitabili pensieri sconci che mi passavano per la testa.
– Non sono uno psicologo Claudia, ma credo che tu abbia scoperto in te una vena esibizionista. Non ti era mai capitato prima? –
– No, io e Albe badiamo sempre ad essere soli quando … –
– E i video che vi scambiate? Non intendo giudicarti, puoi fare quello che vuoi, ma quando avete iniziato a mandarveli… che hai pensato? –
– E’ vero… lo trovavo un gioco eccitante, ma solo un gioco tra di noi in attesa di vederci. –
– E non ti piaceva di più? Non ti dava l’idea del “proibito”? –
– Beh, sì, era una cosa insolita ma eccitante. Di fatto poi fare l’amore con Albe era più bello –
– Credo sia questo allora. Claudia, è solo un lato della tua personalità che è venuto fuori all’improvviso. Nulla di grave, non è che sei diventata un’assassina psicotica. Hai scoperto che ti piace farti vedere e penso che non siano pochi quelli a cui piace, quindi stai tranquilla. Solo ti consiglio di fare più attenzione, se quel video fosse arrivato ad un altro od un’altra… avresti potuto avere problemi. Così l’unico guaio è stato quello di dovermi cambiare gli abiti ah ah ah. –
La ributtai sullo scherzo e lei rise insieme a me, il viso ora rilassato.
– Grazie Albi, sei un amico –
– Di nulla, però questa conversazione rimane tra noi due, non vorrei che Albe pensasse a male. –
– No no, sicuro che non glielo dico… –
Rimanemmo in silenzio mentre finivo la birra. Lei era seduta compunta guardandomi con aria assente, doveva star pensando qualcosa.
– Albi… stavo pensando… –
– Dimmi. –
– Io… non so se posso… ma se non posso con te…. dopo il video ho immaginato che… voglio scoprire com’è veramente… –
– Cioè? Cosa intendi? –
– Dicevo… davvero… farlo con una persona reale davanti. –
– Io non sono uno sconosciuto –
Mi incupii pensando alle possibili conseguenze con Albe, ci tenevo alla sua amicizia.
– Appunto, con te sono tranquilla, e poi mi hai già visto… –
Mille pensieri mi passarono per la mente ed uno solo rimase: la voglia di vederla ancora. Al solo pensiero avvertii il familiare calore al basso ventre. Claudia comprese e si fece un poco indietro sul divano, appoggiandosi al bracciolo, alzando la gonna e allargando le gambe.
– Guardami Albi, guardami ancora –
Inebetito, la vidi spostare la poca stoffa del perizoma e allargarsi le labbra della micina come aveva fatto nel video.
– Parlami Albi, dimmi quello che vedi –
– Io… io vedo una bellissima ragazza che mi sta mostrando il paradiso. –
– No, niente eufemismi, dimmi cosa vedi. –
– Vedo… vedo una bella figa rosea aperta e bagnata, vedo due dita che la carezzano, che entrano, veramente è il paradiso, –
– E ti piace quello che vedi? Ti piace vedermi così… eccitata? –
Gli occhi torbidi, la voce arrochita, la lingua che appariva e spariva tra le labbra, le dita che si muovevano sulla e nella micina. Stavo cominciando a sudare, l’uccello stretto nei pantaloni iniziò a farmi male.
– Io… Claudia… sei uno schianto, non avrei mai immaginato che fossi così. –
– Così come… dimmelo. –
– Così sfacciata… così porca. Sì, porca, vedo una porca eccitata che si sta masturbando davanti a me e che mi sta facendo impazzire –
Continuò a penetrarsi con le dita per un minuto o poco più, sempre guardandomi fisso negli occhi, emettendo un gemito di tanto in tanto. Poi scattò in piedi spaventandomi. Si tolse in fretta la gonna, la camicetta, l’intimo e, completamente nuda, si rimise nella stessa posizione a gambe aperte.
– Sento caldo Albi, tanto caldo dentro di me. Mi piace che mi guardi, mi piace “come” mi guardi. Sei eccitato? –
– Sì… tanto. –
– Tiralo fuori Albi, tiralo fuori, toccati anche tu, facciamolo insieme –
Colsi al volo l’invito togliendomi le scarpe ed i pantaloni, facendo fuoriuscire dai boxer il mio uccello prepotentemente e dolorosamente teso. Lo impugnai e mossi la mano su e giù carezzandolo, gli occhi fissi sulla mano infilata, ora con tre dita, in lei, sull’altra che carezzava circolarmente il clitoride. Gemetti anche io.
– Hai un bel cazzo Albi, mi piace guardarlo così teso, rigido. Sto quasi per venire sai? Non smettere di guardarmi, non smettere di toccarti lascia che… aaaaaaahhhhhhhhhh. –
Il suo corpo si irrigidì, le dita si mossero più veloci in lei e Claudia godette mugolando forte, le cosce e la mano inondate dai suoi succhi. Solo quella visione bastò quasi per farmi godere. Smisi di toccarmi come la sera del video, sarebbe bastato poco ma sentivo che non era finita lì, che a Claudia non sarebbe bastato quel primo orgasmo frettoloso.
Lentamente le scosse che le scuotevano il corpo si placarono e rimase appoggiata allo schienale respirando affannosamente, gli occhi chiusi che riaprì con un sorriso felice sulle labbra.
– Bravo, sei ancora duro, ti sei trattenuto… dimmi Albi, cosa mi faresti? Cosa vuoi che io faccia? –
– Io… continua Claudia, continua così –
Avevo impugnato ancora il mio membro carezzandolo lievemente.
– mmmhhhh, sei un porcellino. Ti piace guardarmi allora… e a me piace farmi guardare… ecco… sono tutta bagnata –
Con entrambe le mani si aprì le labbra intime, fluidi le scorrevano sull’interno cosce, le dita erano inzuppate. Riprese a masturbarsi con una mano mentre l’altra scivolò sotto, verso il piccolo ano in cui introdusse l’indice muovendolo su e giù.
– mmmhhhh, a Albe piace tanto il mio culetto sai? Mi piace sentirmi riempire, sentirlo forte, duro, che mi scava dentro e mi fa impazzire…. Ahhhhhhh –
Stavo decidendo se accelerare la mia carezza e venire, iniziavo a sentire un senso di pesantezza ai testicoli per la troppa eccitazione non sfogata; mi incantai invece a vederla godere nuovamente, a brevissima distanza dal primo orgasmo, penetrandosi davanti e dietro con le dita, mugolando e poi urlando di piacere, ad occhi chiusi, labbra spalancate.
Non avevo mai visto una ragazza godere due volte in così poco tempo, il pene mi pulsava, lo sentivo scottare tra le mie dita. Attesi che si riprendesse anche questa volta perché volevo che assistesse lei al mio piacere, allo sperma che schizzava via, una mezza intenzione di sborrarle addosso. Quando riaprì ancora gli occhi mi fissò torbida:
– Albi… non mi basta, con le dita non riesco a soddisfarmi io…. –
Di colpo si tirò su e mi venne a cavalcioni strofinandomi la micina sull’asta dura.
– Solo per questa volta Albi, solo una… e Albe non dovrà mai saperlo –
Prima ancora che potessi rispondere avvertii il calore della sua vulva che mi avvolgeva il membro. Era così bagnata che scivolai in lei per tutta la lunghezza senza colpo ferire, i suoi muscoli che già mi stringevano dentro di se.
– Solo per questa volta Albi… muoviti ti prego… muoviti –
– Sì, solo per questa volta… io… sto godendoooooohhhhhh –
Non resistetti ai suoi movimenti, era da troppo che ero eccitato. Sborrai dentro di lei senza che smettesse di muoversi, anzi mi incitava a riempirla, a schizzarle dentro tutto il mio seme.
Lo feci sentendomi girare la testa, i suoi seni che mi sbattevano sul volto, i capezzoli che sfuggivano alle mie labbra che cercavano di afferrarli.
Ebbi la sorpresa, ed il piacere, di non perdere un’oncia della mia rigidità e lei se ne accorse:
– Aaaahhhh, ti sento… sei ancora duro Albi…. Oooohhhhhh. Dai, fottimi, fottimi, sto per venire ancora…. –
Strettamente abbracciati ci muovemmo in sincronia, le mie mani che la carezzavano dappertutto, i suoi seni che mi soffocavano, i suoi gemiti che mi riempivano le orecchie.
– Mettimi un dito dietro Albi, sto per godere. Dai, spingi… spingiiiiiiiiii AAAAAHHHHHHHH. –
L’accontentai ficcandole l’indice nell’ano, il muscolo che si contraeva ritmicamente stringendolo al tempo dei suoi muscoli vaginali che mi stringevano l’uccello. Godette sopra di me rovesciando la testa indietro e poi cercando le mi labbra, soffocando le grida nella mia bocca, le lingue che si attorcigliavano impazzite. Godetti anche io di nuovo e ancora il mio seme si spase nel suo ventre in lunghi fiotti.
Ci rilassammo ancora abbracciati, scambiandoci piccoli baci su occhi, orecchie, naso, bocca, poi si alzò da me mettendosi una mano tra le cosce.
– Accidenti… sto colando… accompagnami in bagno. –
La seguii e, mentre lei sedeva sul bidet, mi lavai nel lavabo, stille di piacere che ancora mi scorrevano lungo la schiena toccandomi l’uccello.
Quando me ne andai mi salutò sulla porta con un bacio leggero:
– Non accadrà mai più ma è stato bello Albi, grazie di tutto .
– Sono io a ringraziarti, è stato bello anche per me e…. è stato solo questa volta. –
Ci scambiammo questa promessa guardandoci fissi negli occhi pieni di affetto.
Mantenemmo la promessa evitando entrambi di ritrovarci da soli senza Albe il quale non ha mai saputo nulla. Non avrei saputo come giustificarmi con lui e adesso non sarebbe felicemente sposato con Claudia, in attesa del primo figlio. Abbiamo mantenuto i contatti dopo l’università, pur percorrendo strade diverse, e capita di ritrovarci tutti insieme e, ogni volta, io e Claudia rinnoviamo la promessa solo guardandoci fissi negli occhi.

Come giudichi questo racconto?
Share this Post

5 Comments

  1. Ci sono alcuni elementi nel racconto (mi riferisco alla sua interezza) che trovo abbastanza originali sul tema…
    Innanzitutto la fidanzata davvero non voleva mandare il filmato a lui, quindi non c’è quella dinamica “fidanzata zoccola che vuole scopare l’amico del suo ragazzo e ci prova”, il ragazzo di lei non è una delusione a letto per cui lei si autorizza a trovare altre soddisfazioni, e poi anche se i due alla fine copulano felicemente alle spalle del fidanzato, il racconto sa dove fermarsi.
    Lo hanno fatto una volta, fine, mai più.

    Generalmente questi racconti, se già non hanno una firanzatina ninfomane dentro, vanno subito in direzione “lei si innamora del cazzone possente, enorme e instancabile del protagonista, frustrata dal suo fidanzato cazzettomoscio, e da lì una serie di scopate tutte esagerate e uguali in cui il protagonista si fotte lei, sua sorella, le sue amiche, le amiche delle amiche, le cugine, le cugine delle amiche, le madri, le madri delle cugine…”

    Invece qui abbiamo un filmato osé mandato realmente per errore, una fidanzata vogliosa che però rimane un’eccezione, perché comunque felicemente soddisfatta del suo tipo.
    Insomma, una variazione sul tema gradevole!

    1. Sono d’accordo con Vik! In genere, questi racconti, ricadono sul solito cliché da fantascienza, dove la brava ragazza diventa una troia assurda che si fa ingravidare pure dal cane!

      E invece te non sei ricaduto in questa banalità! Per questo è un racconto veritiero! E proprio perché veritiero è piacevole da leggere

    2. condivido pienamente il pensiero di Vik e le piacevoli novità che ci sono in questo racconto…
      unico appunto è che forse, avrei fatto capitare in modo più casuale il dialogo e non la ragazza già così decisa a capire, approfondire e ad invitare il ragazzo in casa…
      diciamo che se fosse durato 3/4 capitoli, descrivendo nelle parti centrali, anche i dubbi e lo scombussolamento mentale della ragazza (anche se il racconto è scritto dalla prospettiva del ragazzo), secondo me ci sarebbero stati sviluppi ancora più interessanti nell’analizzare le personalità di entrambi…
      detto questo era un po’ che non leggevo un racconto così piacevole e che mi potesse sorprendere per idee e sviluppi…

  2. Il racconto è molto carino! Come ti ho già detto, le reazioni e i dialoghi sono abbastanza veritieri e la situazione del messaggio sbagliato non è affatto campata per aria, anzi anche a me è capitata una cosa simile più di una volta (per fortuna niente foto o video, ma solo frasi sconce).

    Ci sono delle cose, come lo scorso racconto, che trovo leggermente frettolose: il passaggio dalla chiacchierata alla masturbazione e dalla masturbazione alla scopata. Secondo me potevi descriverli meglio, ma comunque il racconto è davvero molto carino e me lo sono letto con piacere 🙂

    E poi “Ho cercato di fare l’uomo di mondo” mi ha fatta troppo ridere ahahah io ho assunto diverse volte l’atteggiamento di donna di mondo, risultando, probabilmente una cretina ahahah

  3. Grazie a tutti. Lho scritto cercando di immaginare (a me mai capitato) cosa potesse succedere in caso di invio sbagliato di un qualcosa di molto intimo. Le reazioni di entrambi i soggetti e poi…poi mi sono fatto prendere la mano 🙂 immaginando lui “ingrifato” e lei che scopre per caso una vena esibizionistica (che oggi mi ha dato l’idea per un racconto che ho inviato ora proprio sul tema. Nulla di particolare, scritto in fretta e senza revisione critica, purtroppo il tempo è tiranno). Ho impostato tutto, o meglio ho cercato di impostare, sul “momento emozionale” che spinge a modificare quelli che sono i nostri canoni comportamentali soliti. Diciamo “una botta di vita” fine a se stessa di due persone “normali”. Non so se ho raggiunto il mio obiettivo completamente ma sono contento sia stato gradito. Grazie ancora.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*
*