Amiche

Di Suve

Tra amiche un gesto, un’azione, vale più di mille parole

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– Pronto? –
– Pronto Lara, ti fidi di me? –
– Giulia? Sì, ma che succede? –
– Niente, solo questo, ti fidi di me? –
– Certo che sì ma… –
– Niente ma, tu resta al telefono, non parlare. Ascolta fino alla fine qualsiasi cosa sentirai. –
– Va bene ma… –
– Nessun ma, resta in ascolto. –
E’ sera, tardi, Lara è a casa preparandosi per andare a letto. Ha risposto all’amica preparandosi a due piacevoli chiacchiere prima di dormire ed invece… Non sa cosa stia succedendo ma si fida veramente di lei, la sua più cara amica, fresca compagna di diploma, prossima collega di facoltà. Si accoccola sul letto, nella sua camera, tirandosi sopra una coperta leggera e si prepara ad ascoltare per capire cosa succede. Per comodità infila l’auricolare e alza il volume. Sente una portiera di auto che si chiude, un passo veloce, femminile a giudicare dal rumore dei tacchi. Poi la voce di Giulia:
– Sono Giulia, fammi entrare –
Una voce inintelligibile che dice qualcosa, il rumore di un portone che si apre, ancora ticchettio di tacchi per le scale. Un campanello, una porta che si apre.
– Ciao, entra. Come mai? –
Lara fa un salto sul letto. La voce è inequivocabilmente quella di Luca, il suo ragazzo.
L’ha conosciuto solo pochi mesi prima prendendosi una bella sbandata per lui. Era la festa della scuola, un modo per salutarsi e svagarsi prima di tuffarsi nello studio per l’esame di stato. In discoteca non c’erano solo studenti, anche altri, pochi, frequentatori abituali, tra questi Luca, in compagnia di due amici. Alto, muscoloso, lineamenti più che belli, aveva attirato l’attenzione dell’universo femminile presente muovendosi tra i tanti giovani, lui che di anni ne dimostrava (e ne aveva) solo tre o quattro in più, come un re tra i suoi sudditi, solcando la folla con i suoi amici al seguito come una scorta. Lara, che già aveva bevuto due cocktail, aveva subito dato di gomito all’amica indicandolo.
– Guarda quello, me lo farei all’istante –
– Accidenti che tipo. Ma troppa concorrenza, guarda quante stanno sbavando, neanche fosse Richard (Gere, la passione di Giulia). No, te lo lascio volentieri –
Le due amiche avevano ridacchiato comodamente sedute al bar, bevendo un altro sorso ed erano rimaste di stucco quando lui si era diretto verso di loro.
– Ciao, io sono Luca e questi sono i miei amici Marco e Gianni. Cosa bevete di buono? –
L’approccio non era dei migliori ma il fascino che fuoriusciva da quel bell’esemplare di maschio in jeans attillatissimi e camicia senza cravatta le aveva fatte passare sopra alla cosa.
– Non so come si chiama ma è buono –
Rispose Giulia sorseggiando ancora il liquido azzurrino.
– Ciao, io sono Lara, e questa è Giulia –
Senza pensarci Lara aveva teso la mano, notando appena lo sguardo di disapprovazione dell’amica. Luca aveva stretto la sua mano tenendola più del necessario, una stretta forte e delicata insieme, quasi intima se paragonata a quella frettolosa che gli fece Giulia.
In breve i cinque stavano chiacchierando e Lara si accorse che Luca la stava monopolizzando, lasciando che i suoi amici intrattenessero Giulia. Le girava la testa ma non rifiutò un altro cocktail offerto da lui e dopo un po’ rideva scioccamente, sentendosi sempre più partita, dimentica di tutto ciò che la circondava, fissandolo negli occhi di un blu profondo che le passavano sul corpo come se volessero spogliarlo. Lara, per quella sera, si era vestita con una gonna di pelle lunga fino a sotto il ginocchio, con due spacchi strategici che le arrivavano a metà coscia; sopra, una maglietta senza collo che le scivolava continuamente di lato, scoprendole la spalla.
– Sei incantevole, non sai cosa ti farei. –
Nella calca lui si era accostato e lei sentiva il torace muscoloso di lui premerle sui seni. Nel caos la voce le giunse direttamente all’orecchio facendola ridacchiare ancora.
– E cosa mi faresti? –
L’attrazione che Lara sentiva per lui si faceva sempre più forte, le piaceva quella sfrontatezza, quel suo essere sicuro, la testa le girava sempre più.
Non capì la risposta di Luca, un sussurro perso nella musica assordante, ma comprese il tono e il suo corpo rispose per lei, facendola chinare in avanti verso di lui, gli occhi più che brillanti. Quando lui la prese per mano tirandola dietro di se non pensò neppure per un istante di opporsi, neppure vide il cenno che le fece Giulia. Si fece trascinare tra i corpi accaldati fino al lato del bancone, notando con divertimento la strizzata d’occhio che il barista fece all’uomo, e si ritrovarono, per una porta laterale, in un locale appartato, dove la musica filtrava non più assordante, con una fioca lampadina a illuminare casse e casse di alcolici e bibite varie.
Spinta contro il muro, la bocca di lui che la cercava con voracità, ricambiò il bacio umido avviluppando con la propria la lingua che le aveva invaso la bocca.
Lara si sentiva leggera, eccitata, una piccola parte della sua coscienza le diceva che non si era mai comportata così, che non doveva, ma era una voce lontana e poco gradita.
Limonarono per alcuni minuti e quando lui si staccò dalla sua bocca Lara ansimò accorgendosi di essere a corto di fiato. Sentiva le mani forti stringerle i fianchi, scivolare sulle cosce, tirare su la gonna e lei non sapeva dire di no, anzi aspettava con ansia.
Quando sentì le sue dita toccarle la figa da sopra le mutandine gemette di piacere, ancora di più quando le dita scostarono la stoffa entrando in lei, nella vagina già fradicia.
La coscienza fece un ultimo tentativo di dirle qualcosa ma Lara la mandò a quel paese, senza più inibizioni, preda dell’alcool e delle sensazioni piacevolissime delle dita che la scavavano portandola a mugolare come una cagna prima e gemere forte poi quando un orgasmo precoce la scosse facendola sussultare tra le braccia dell’uomo.
Ansimante, lo guardò con occhi stralunati. Non le era mai capitato di godere così in fretta. Lui la guardava senza parlare, in attesa, e Lara sapeva bene di cosa.
Sorridendo maliziosamente, appena recuperato il fiato, scivolò lungo la parete inginocchiandosi, passando le mani sull’evidente bozzo dei jeans, stringendoglielo da sopra la stoffa e poi velocemente liberandolo dalla sua prigione. Era talmente rigido che uscendo dai pantaloni le sbatté sul volto facendola ridacchiare scioccamente e capire la sua eccitazione. Lo impugnò, non riuscendo a circondarlo completamente con la mano, inspirò forte sentendo un profumo dolce provenire dal suo inguine.
“si profuma anche qui” pensò distrattamente, già intenta a passare la lingua sulla cappella gonfia. Con divertimento stuzzicò la piccola apertura sul glande, assorbendo la piccola goccia di eccitazione che ne fuoriusciva, poi, con lentezza, chiuse le labbra intorno all’asta scendendo giù, verso l’inguine, fino a essere colta da un conato quando le raggiunse il fondo, fermandosi per resistere allo stimolo, tenendolo tra le labbra serrate per un lungo istante prima di fare marcia indietro. Lo gratificò per alcuni minuti gustando tutti i suoi fremiti, i suoi sussulti, arrossendo alle parole volgari di incitamento che lui le rivolgeva ma senza staccarsi, anzi intensificando l’azione di labbra e lingua ed infine sentendolo irrigidirsi, farsi più grande nella sua bocca ed esplodere in lunghi getti di seme caldo che lei ingoiò uno dopo l’altro.
Non fu l’inizio della loro storia, quello venne dopo, quando, completati gli esami, lei, felice per un bel diploma col massimo dei voti, lo chiamò.
– Ce l’ho fatta, è andata benissimo. –
– Allora adesso non hai più scuse per rifiutare, ci vediamo stasera? –
– Sì, certo. –
Diverse volte Luca l’aveva chiamata ma lei, con riluttanza, aveva rifiutato rimandando a dopo gli esami, certa che se avesse accettato la distrazione le avrebbe compromesso anni di studio. Ma ora c’era solo da festeggiare, da lasciarsi andare, e come farlo meglio di così, uscendo con colui che aveva popolato diversi suoi sogni notturni?
Libera e felice lei, premuroso e accattivante lui, avevano fatto sesso in auto già prima di andare nel locale dove dovevano recarsi, e poi la notte era passata a casa di lui, rotolandosi sudati sopra le lenzuola, addormentandosi solo all’alba, esausti e soddisfatti.
La sua amica Giulia sapeva tutto, ricevendo le confidenze sui suoi desideri mentre studiavano assieme, sopportando le sue reazioni infastidite quando cercava di dirle che, forse, non era il caso di perdere tempo con lui, che era conosciuto come un infedele di professione. Nulla, Lara aspettava con ansia la fine degli esami per potersi finalmente lasciare andare con lui.
Ora, seduta a gambe incrociate sul suo letto, il cellulare in grembo, gli auricolari nelle orecchie, Lara si concentra con trepidazione sulla conversazione tra Giulia e Luca.
– Posso offrirti qualcosa da bere? A cosa devo questa piacevole sorpresa? –
– Stai zitto e baciami –
Sconvolta, Lara ascolta il silenzio immaginando i due abbracciati, le bocche unite.
– mmmmhhhhhhh, non me l’aspettavo, dopo tutte le volte che mi hai detto di no… –
Ancora silenzio, il lieve rumore di corpi che si strusciano, che sbattono insieme.
– Fammelo vedere –
La voce di Giulia è roca, sensuale. Per Lara è come un film in cui l’audio le arriva dal cellulare e lo schermo è la sua mente, la sua immaginazione. Vede il volto sbigottito di lui di fronte alla richiesta esplicita, le sue mosse convulse per slacciarsi la cintura ed aprirsi i pantaloni.
Giulia che si inginocchia guardandolo fisso negli occhi con l’aria da troia che le conosce.
– Aaaaahhhhh, sei bravissima….. –
La voce di Luca le scoppia nelle orecchie dopo un breve silenzio, sullo sfondo i rumori umidi di un pompino.
– Sono più brava di Lara? –
– Oh sì… molto più brava… ecco… sì, anche le palle… Lo sapevo, lo sapevo che eri così…mmmmhhhhhhh, fin da quando ti ho vista in discoteca ho sognato le tue labbra, la tua boccaaaaahhhhhh . –
– E perché allora ti sei messo con lei? –
– Perché c’è stata subito, ma io ero venuto per conoscere te…mmmmhhhhhhh –
Le guance rigate dalle lacrime, incapace di fare anche il semplice gesto di chiudere la conversazione, li sente spostarsi sul divano, ascolta i complimenti eccitati che lui fa quando Giulia si spoglia, i mugolii dell’amica quando viene penetrata, i rumori del sesso, dei corpi che si scontrano, gli incitamenti dell’amica quando lui la lecca e ancora gli umidi suoni della penetrazione.
– Aspetta, voglio prenderti a pecora. –
Nel suo film, Luca si alza da sopra Giulia per permetterle di voltarsi, di mettersi a quattro zampe, e poi le si avvicina e la penetra ancora prendendole i seni con entrambe le mani.
Vanno avanti ancora un po’ e Lara non ha più lacrime, e nemmeno forze. Ascolta estraniata le voci come se fosse veramente un film.
– Voglio goderti in bocca. –
Il tono di Luca è affrettato, esprime urgenza, e ancora cessano le parole per lasciar spazio a gemiti ed il tipico rumore di una bocca che succhia con forza.
– AAAAHHHHHH… VENGO… TI VENGO IN BOCCAAAAAAHHHHHHH –
Negli attimi di rilassamento seguenti c’è spazio per una languida conversazione.
– Accidenti che sorpresa. Come mai… –
– Così, ho deciso che era il momento –
– E la tua amica? –
La domanda di Luca è ironica, ridacchiante, per stuzzicare Giulia che risponde in tono neutro:
– Un paio di corna non hanno mai ucciso nessuno, e tu ora che hai intenzione di fare? –
– Io? Io ora penso solo a… –
Il rumore di uno schiaffo risuona forte nell’auricolare. Lara sa quanto a lui piaccia sculacciarla.
– Stronzo… ti piace il mio culo? –
– Da morire. E’ da quando ti ho vista che ci penso… me lo dai? –
Un’altra pacca sulle natiche risuona forte.
– … mi fai male… ecco…. carezzalo invece… così… –
Il film prosegue nello sguardo perso nel vuoto di Lara: la mano di Luca che carezza le tonde natiche di Giulia, si intrufola nello spacco, le sonda il buchino.
– Lara non te l’ha mai dato? –
– No, dice che non le piace…mmmmhhhhh, io ci morirei sopra il tuo culo. –
– E tu ti sei arreso? –
– Prima o poi ci riuscirò, ma ora preferisco pensare al tuo… così stretto. –
– Piano, non essere brutale. Quindi non la lasci, ti importa veramente di lei? –
– Non me ne frega niente, ma è una gran bella scopata. Sei gelosa? –
– …no, era per sapere… –
– Ora fammi pensare al tuo di culo, guarda come ce l’ho duro solo a pensarci. –
-mmmmhhhhh, è durissimo. Aspetta, fammelo succhiare un po’ –
Ancora rumori liquidi riempiono le orecchie di Lara. I suoi occhi sono sbarrati, asciutti, sente un dolore al petto come se qualcosa le si fosse rotto dentro. Lo stomaco è in subbuglio ma vuole ascoltare fino alla fine.
– Dai, mettiti a pecorina –
– No, decido io come. Tu sdraiati e io ti salgo sopra. –
Ancora rumori di corpi che si muovono.
– CAZZO, ti stai inculando da sola…oooohhhhhhhh –
La voce di Luca è eccitata e piena di sorpresa ed ammirazione. Giulia è seduta sopra di lui e con la mano si sta guidando il pene rigido nell’ano.
– Uhhhmmmm… non ti muovere, faccio tutto io. –
– ooohhhhh, sei strettissima… mmmmhhhhhhh –
– Parlami di Lara, dimmi com’è, cosa pensi di lei. –
– Cazzo c’entra Lara, dai continua… –
– NO, o mi rispondi o smetto. –
– mmmhhhhh sei una vacca. E va bene, che vuoi sapere. –
– Se le vuoi bene, com’è a letto, come la scopi. –
– ooohhhhhh, aspetta, non ti muovere o vengo subito… Lara… Lara è solo una troietta che mi sbatto, che c’entra il volerle bene? A letto è bravina ma tu sei meglio… lei non sarebbe mai capace di fare una cosa del genere… OOOOOHHHHHH, sono entrato tutto. –
– Sì… sei tutto dentro… Fermo, mi muovo io… ti piace così…? –
– Cazzo, tu mi fai uscire matto. –
– Perché stai con lei se non le vuoi bene. –
– Perché è una scopata facile. Già il primo giorno mi ha fatto un pompino, poi me l’ha fatta sospirare per colpa degli esami ma adesso… la scopo quando voglio. –
– ne hai altre oltre a lei… e me? –
– Qualcuna… ma nessuna troia come te… basta parlare, ti prego, muoviti, fammi godere… aaaaahhhhhhhhh –
Le voci tacciono, ma non cessano gemiti e mugolii di entrambi fino all’acme.
– SIIIIII, GODO… TI RIEMPIO IL CULO…. TI RIEMPIO IL CULOOOOOHHHHHHHH –
L’urlo di Luca è improvviso e scuote Lara. Si accorge solo allora di avere una gamba, piegata sotto il corpo, che formicola per la circolazione bloccata. Ascolta ancora i due amanti, l’orgasmo di Giulia, più discreto ma ugualmente intenso. Ancora un minuto di silenzio e poi la comunicazione viene interrotta.
Lara resta così com’è, incapace di pensare, incurante del tempo che scorre. Nuove lacrime le scorrono sulle guance e il sentimento che provava per Luca si tramuta in odio. Di colpo il cellulare squilla di nuovo, è ancora Giulia.
– Lara? Sono a casa… hai capito perché l’ho fatto? –
Silenzio, e il mal di stomaco scompare di fronte alla comprensione, sostituito da un impeto di dolcezza ed affetto per l’amica.
– Sì… grazie. Mi ha fatto male ma… grazie. Sono stata una stupida. –
– Che farai ora? –
– Nulla, lo mando a cagare. Usciamo insieme domani? –
– Certo tesoro, adesso dormi e non pensarci più.
– Sì Giulia, a domani e… grazie ancora. –
– Figurati, sai che io per te darei anche il culo… anzi, l’ho fatto –
Una risata liberatoria accomuna le due ragazze prima di chiudere la conversazione.

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6 Comments

  1. Cazzo! Mi ha preso “sufficiente”, ma avevo cliccato la stelletta più alta! Chiedo di essere interdetta dai voti!

    Scusa 🙁

    1. E’ facile perdonarti Viktorie 😀

  2. Bello ed eccitante, idea che prende molto…
    Unico appunto è che fossi in Lara mi sarei incazzata dicendo alla mia “amica” che bastava un bacio per farle capire che il suo ragazzo era uno stronzo, ok magari mezzo pompino… ma scopata a pecora, venuta in bocca e dargli il culo è un po’ eccessivo…
    eccitante per il lettore, ma non l’avrei presa bene fossi la malcapitata protagonista

    1. Sì, per dimostrare all’amica che il ragazzo è uno stronzo basterebbe anche meno, ma poi quale pizzicore susciterebbe il racconto? XD

      1. sì ovvio che se dopo mezzo pompino andava via non poteva essere un racconto erotico :-p

        1. In effetti la storia vera, quella ispiratrice, per come mi fu raccontata, fu proprio di un accenno di pompino in auto. Solo che quando mi partono le dita sulla tastiera….:-)

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